Smart working per tutti i dipendenti: la sfida di Barilla

IL PROGETTO

Entro il 2020 il gruppo darà ai lavoratori la possibilità di operare da remoto. "Più attenzione all'ambiente e al benessere delle persone"

di F.Me

Oggi il tema è al centro di un disegno di legge che riguarda il lavoro dipendente da casa, ma sono quasi 3 anni che Barilla ha introdotto per i propri dipendenti la possibilità di lavorare in modo flessibile, ovunque e in qualunque momento, grazie a nuovi strumenti di comunicazione digitali e nuove metodologie. Un successo per l'azienda e per le persone coinvolte (circa 1600, pari al 74% dei dipendenti totali e in maggioranza donne), come racconta Alessandra Stasi, Responsabile Organization & People Development.

Maggiore flessibilità sul luogo di lavoro, approccio orientato ai risultati, delega nella gestione del proprio piano di attività: sembrano davvero lontani i tempi dell'Italia del "cartellino"... Nel mondo del lavoro il presente e il futuro si chiama "smart working". Una piccola rivoluzione che sta trasformando e migliorando il mercato del lavoro, all'ordine del giorno dell'agenda politica visto che il Consiglio dei Ministri del 28 gennaio scorso ha approvato su questo tema un disegno di legge, ora al vaglio delle due Camere.

Ma il Gruppo Barilla ha anticipato i tempi. Nel 2013 l'azienda emiliana - che impiega nel mondo circa 8.000 persone, con un fatturato superiore a 3 miliardi di euro e 29 siti produttivi - ha avviato un progetto di smart working in tutte le proprie sedi, nazionali e internazionali. Su 1600 dipendenti coinvolti dal progetto, circa 1.200 (oltre il 74%) hanno usufruito dell'opportunità. E la sfida di Barilla è quella di offrire lo smart working per il 100% del tempo ai dipendenti.

"Smart working per Barilla significa tre cose - spiega afferma Alessandra Stasi, Responsabile Organization & People Development - In primo luogo, lavorare dovunque, comunque e in qualunque momento. E in secondo luogo vuol dire utilizzare gli spazi in un modo diverso: abbiamo lavorato molto nelle varie sedi per riorganizzare gli uffici intorno alle attività di collaborazione, di comunicazione, di concentrazione individuale, che oggi possono essere fatte anche da remoto. Il terzo aspetto sono le tecnologie digitali".

Il progetto di Smart Working in Barilla è aperto a tutta la popolazione impiegatizia. Tuttavia esiste una maggiore propensione al suo utilizzo da parte delle donne tra 30 e 55 anni e da chi effettua un tragitto casa-ufficio mediamente lungo (maggiore ai 25 chilometri), con un conseguente risparmio di tempo, costi e connesso beneficio per l'ambiente. La propensione all'utilizzo invece decresce con l'aumentare dell'età: proprio la fascia più giovane - che si aspetta dall'azienda una maggiore flessibilità - in realtà è quella che la utilizza di meno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 23 Febbraio 2016

TAG: smart working, barilla, alessandra stasi

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