IoT, Sacco: "MulteFire, ecco lo standard per Industria 4.0"

L'INTERVISTA

Il docente della Bocconi ed esperto di tecnologie legate alla rete: "La sfida è offrire connessioni machine to machine in Lte con la stessa semplicità del wi-fi, ma con maggior affidabilità e controllo, su frequenze non licenziate. Solo così l'Internet of things decollerà nella manifattura e in ambienti mission critical"

di Antonello Salerno

“MulteFire è una tecnologia per rendere le reti Lte simili per semplicità a quelle Wifi, ma con caratteristiche su cui il Wifi non può contare: sicurezza, affidabilità e controllo. In un ambiente industriale o mission critical, dove c’è bisogno di avere l’assoluta certezza del funzionamento della rete e della consegna del messaggio, una tecnologia come il Wifi non è affidabile, perché non è stata progettata per erogare o garantire servizi critici, o per essere gestita in situazioni di forte interferenza. Invece l’Lte è uno standard telefonico, e come tutti gli standard telefonici nasce per dare certezze sul proprio funzionamento, con un controllo completo dell’infrastruttura, ad esempio anche assegnando priorità nel garantire l’efficienza degli apparati che si considerano principali. Opportunità di cui non si può disporre con il Wifi non è possibile avere: è una tecnologia che nasce infati negli ambienti dei produttori di IT con altre priorità, come il basso costo e la facilità di installazione”.

Lo dice in un’intervista a CorCom Francesco Sacco, docente all’università Bocconi e tra i massimi esperti in Italia delle nuove tecnologie legate alla rete internet.  Nei giorni scorsi si è svolto a Roma l’open day di MulteFire, in cui è stato presentato il roll out della tecnologia con la presenza di alcuni partner internazioni della multe fire alliance, come Intel, Qualcomm, Nokia e l’italiana Athonet, con la presenza del Ceo Karim El Malki.   

Sacco, qual è l’innovazione introdotta da Multe Fire?

Oggi tutto si sta spostando sul wireless. L’IoT sarà tutta sul wireless, ma se pensiamo di poter utilizzare il wifi in ambienti industriali, questo potrebbe far sorgere problemi ed evidenziare limiti. L’Internet of things riuscirà a decollare ella misura in cui riuscirà a mantenere le promesse che fa. Di certo avremo tanti tipi di versi di Iot: ci sarà quello ad alto flusso di dati che avrà bisogno di una latenza molto bassa, quello funzionale alle soluzioni di realtà aumentata, e ci sarà anche un Iot dove invece è meno importante la latenza e il throughput. Gli use case sono diversi, e in alcuni casi non ci si può permettere che un’apparecchiatura non funzioni. La differenza nella matrice di concezione, telefonica per multe fire o di tipo informatico per il wifi, dice due cose diverse: in alcuni casi non è un problema se certe trasmissioni avvengono con ritardo, se invece non funziona la trasmissione di un messaggio per un macchinario usato in un ospedale o l’impulso per un robot, questo apre un serio problema. Così Multe fire non vuole andare a fare concorrenza al wifi, ma vuole imitare del wifi la semplicità. Quando ho il core in piedi posso garantire il servizio, definire i livelli di servizio, controllare le interferenze, far sì che anche le apparecchiature si adattino automaticamente alle interferenze.

Una caratteristica di Multe Fire è che funzione su porzioni di spettro non licenziato. Perché è importante?

Operando su una porzione di spettro non licenziato non ho l’obbligo di stringere un accordo con un operatore per far funzionare il servizio. Vuol dire un passaggio in meno, e un costo in meno. Si tratta di una rete al 100% privata, proprio come avviene per il wifi, ma che offre all’utente la possibilità di diventare un piccolo un operatore telefonico con tutti i servizi, senza aver bisogno di sim per far funzionare i telefoni.

Questa tecnologia sta suscitando l’interesse dei giganti. Perché?

All’interno dell’alleanza ci sono dentro Intel, Qualcomm, Huawei, Zte, e anche i giganti delle applicazioni, Softbank, Comcast, Liberty Global solo per fare alcuni nomi. Siccome è una tecnologia fatta per funzionare in modo semplice, un operatore che vuol distribuire con il wireless il proprio segnale video ad alta qualità, con un throughput molto alto, che cosa fa? O porta la fibra casa per casa, ma è molto costoso, oppure trova un'altra soluzione. Google ad esempio ha San Francisco ha rinunciato a farlo con Google fiber, e per ottenere quel risultato ha comprato Web pass, un operatore che si occupa di fixed wirelless access con un tipo di deployment che sarà molto simile a quelle che farà Multe Fire.

Il paragone possibile è più con fixed wireless access che con tecnologie come quelle in uso oggi per un certo tipo di ioT, come ad esempio LoRa…

Lora è best effort, ma non low latency. Garantisce che il segnale sarà consegnato, ma non i tempi. Va bene per la lettura del contatore, del gas, o per sapere qual è lo stato del parcheggio dell’automobile, e garantisce un basso consumo di energie, perché devono essere apparato che devono poter funzionare per anni senza fare manutenzione.   

Quando arriverà sul mercato questa tecnologia?

Già nel 2018. E’ già iniziato il lancio commerciale, e quindi da oggi in poi le scelte di tutti verranno condizionate dal fatto che esiste anche Multe-fire. Ci sono già in campo le prime release, tutto in beta, sperimentale, per fare i test sul campo. Lo standard è stato già chiuso, la versione 1.’0 c’è, ed è definitiva. Ora bisogna solo mettere a punto tutti gli apparati e tutto l’insieme che forma l‘ecosistema, e quindi ogni membro dell’alleanza sta giocando il proprio ruolo per le proprie competenze.

L’Italia è oggi nel pieno del suo sfrozo di ransizione verso industria 4.0. Questa tecnologia potrà avere un ruolo importante per le aziende?

Può essere una grande opportunità. Il piano Industria 4.0 del governo Italiano è al secondo posto al mondo per generosità degli incentivi. L’Italia, anche per la spinta molto forte che sta dando all’ecosistema dell’IoT in tutti i settori, sta accelerando. E in Italia ci sono anche aziende come Athonet che sono eccellenze a livello mondiale e che hanno svolto una parte importante nella chiusura e nella realizzazione di queste tecnologie. Tutta la congiuntura è favorevole: ci sono i soldi, ci sono i bisogni economici, c’è la propensione a investire, c’è l’intelligenza e la capacita, e ora ci sono anche le tecnologie in grado di catalizzare il cambiamento. Nel momento in cui l’Iot avrà delle autostrade per le informazioni sicure, affidabili e controllate, a quel punto non ci saranno più ostacoli veri al suo decollo. E quando il mercato dell’offerta, come in questo caso, prende una posizione precisa e unitaria, questo è un messaggio che aiuta il mercato a indirizzarsi in un’unica direzione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 28 Settembre 2017

TAG: Multe Fire, IoT, Internet of Things, Francesco Sacco, Athonet, Industria 4.0, WiFi, Internet

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