Monitorare i gas serra. Accenture scende in campo

AMBIENTE

Grazie all'intesa con Cdp la società di consulenza curerà per i prossimi tre anni l'Italy Investor Report che misura le emissioni di CO2 delle più importanti aziende italiane

di F.M.
Un’intesa “per” l’ambiente. Accenture ha chiuso un accordo pluriennale con l’associazione internazionale no profit Cdp (Carbon Disclosure Project) per la realizzazione del “Cdp - Italy 100 Investor Report 2011”, lo studio che valuta l’emissione dei gas effetto serra delle aziende italiane e le loro politiche di sostenibilità.

Obiettivo del report, che Accenture stilerà annualmente per Cdp fino al 2013, è fornire un'analisi dettagliata delle risposte al questionario Cdp che indicano le tendenze e gli sviluppi importanti del ruolo delle politiche volte alla riduzione delle emissioni delle aziende italiane. Il questionario è stato inviato lo scorso febbraio alle prime 100 società italiane per capitalizzazione di mercato appartenenti a tutti i settori.
I risultati saranno presentati il prossimo novembre.
“La consapevolezza del valore della salvaguardia ambientale nelle aziende e l’attenzione da parte degli investitori istituzionali ai rischi e alle opportunità relative ai cambiamenti climatici – spiega Mauro Marchiaro, responsabile Sustainability di Accenture rendono l’annual report di Cdp uno strumento unico nel mercato, un’analisi di riferimento per tutti gli stakeholder privati e pubblici. Siamo lieti di poter contribuire con le competenze che Accenture ha sviluppato nel settore della sostenibilità per la realizzazione dell’annual report di Cdp, realizzando un documento al servizio del mercato e dei nostri clienti.”

Il report valuterà anche le altre politiche di sostenibilità seguite dalle aziende tenendo conto di diversi parametri, come ad esempio la presenza all’interno della governance di un’azienda di una figura dedicata alla sostenibilità e l’esistenza a livello aziendale di indicatori di misurazione circa le performance legate alla sostenibilità. Focus anche sulla questione della sensibilizzazione degli investitori sulle conseguenze positive della sostenibilità sulle performance aziendali, che consentono di sviluppare la fiducia degli stakeholder.

“Il report - puntualizza Diana Guzman, director Souther Europe di Cdp - contribuisce ad aumentare la trasparenza sui livelli di rischio di investimento legati al clima, ma anche a guidare gli investimenti verso una economia a basse emissioni. Il suo valore si riflette anche a supporto degli adeguamenti sempre più stringenti che le aziende si trovano a dover ottemperare in base a obblighi regolamentari relativi alla restrizioni delle emissioni (Ets). L’esperienza e le competenze di Accenture contribuiranno a far maturare ulteriormente uno strumento già oggi riconosciuto a livello internazionale.”

Carbon Disclosure Project (Cdp) è un’organizzazione indipendente senza fini di lucro che detiene il database più esteso al mondo di dati relativi al tema del cambiamento climatico, provenienti dalle maggiori aziende del mondo, raccolte per conto di 551 investitori istituzionali, avendo 71 miliardi di dollari di attivi in gestione. Nel 2010, sono state più di 3000 le aziende in 60 paesi in tutto il mondo che hanno risposto al questionario Cdp. Il Cdp mette queste informazioni al centro del processo decisionale per quanto riguarda le finanze e le politiche e il suo obiettivo è di raccogliere e distribuire informazioni di alta qualità che motivano investitori, corporazioni e governi ad agire per prevenire un pericoloso cambiamento climatico.

L’accordo con Cdp è solo l’ultimo degli impegni che Accenture assume sulle tematiche legate alla sostenibilità e al cambiamento climatico. Collabora infatti con il World Economic Forum, con il quale ha realizzato numerose ricerche sul tema della sostenibilità, e con United Nations Global Compact, con cui ha stilato lo scorso anno la più vasta ricerca tra top executive sulla sostenibilità interpellando oltre 750 Ceo di tutto il mondo.

Secondo una sua recente analisi, condotta attraverso un campione di aziende a livello mondiale, il 40% massimizza il valore che deriva dai programmi di sostenibilità, il 10% elabora degli indicatori per misurare i risultati del programma mentre il 40% trasforma il risparmio in valore. Solo il 5% delle aziende comunica questo valore al mercato; vi sono, pertanto, significativi spazi per trasformare i risparmi derivanti dai programmi di sostenibilità e le ricadute reputazionali in valore per gli azionisti, oltre che – naturalmente - verso l’ambiente.
Un altro recente studio realizzato da Accenture e Barclays stima in 2.900 miliardi di euro gli investimenti necessari per lo sviluppo, acquisizione e implementazione in tutta Europa delle tecnologie che entro il 2020 contribuiranno alla riduzione delle emissioni di CO2 rispetto ai valori del 1990, pari a un abbattimento di 2,2 miliardi di tonnellate di CO2.

07 Aprile 2011