Raee, altolà dei produttori "L'Ue non ci penalizzi sulla raccolta"

L'APPELLO

Confindustria Anie e Ceced chiedono al Governo di sostenere le aziende nell'iter di revisione della direttiva europea. Allarme per l'ipotesi di estendere la responsabilità finanziaria del produttore sin dalla raccolta dai nuclei domestici

di P.A.
Confindustria Anie e Confindustria Ceced Italia, l'Associazione nazionale dei produttori di apparecchi domestici e professionali federata Anie, sono stati ricevuti in audizione dalla XIII Commissione Territorio Ambiente e Beni Ambientali del Senato, in merito alla proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee).

La direttiva 2002/96/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003 sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), recepita in Italia dal D.Lgs. 151/2005, è tra le legislazioni di maggiore impatto sulle imprese elettrotecniche ed elettroniche, sia in termini economici sia gestionali.

Nel 2010 l'Italia ha riciclato il 30% dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, entro il 2016 l'Unione Europea ha alzato l'asticella degli stati mebri all'85%.

"È estremamente preoccupante l'ipotesi di estensione della responsabilità finanziaria del produttore nella gestione dei Raee sin dalla raccolta dai nuclei domestici, come previsto dalla Commissione e dal Consiglio - ha detto il presidente di Confindustria Anie Guidalberto Guidi - I produttori non avrebbero di fatto alcun potere di attuazione o di controllo sulla condotta del singolo cittadino e pare evidente che ne risulterebbero più svantaggi che vantaggi ambientali, visto che avremmo diversi soggetti deputati alla raccolta".

"Auspichiamo ci si orienti verso un approccio pragmatico - ha concluso il Presidente Guidi - che, secondo principi di ragionevolezza e in virtù degli sforzi sin qui svolti, tenga in considerazione le esigenze dell'industria del settore elettrotecnico ed elettronico sulla proposta di revisione della direttiva Raee, senza penalizzarla."

Per Confindustria Ceced Italia, il presidente Andrea Sasso ha commentato: "La nostra Associazione ha promosso sistemi collettivi Raee che, nei tre anni di operatività, hanno ottenuto risultati straordinari raddoppiando i livelli di raccolta e generando significativi risparmi nel rilascio di CO2 nell’atmosfera. Sulla base di questo patrimonio di competenze chiediamo anche l’avvio di un tavolo permanente con tutti gli attori del Sistema Raee a salvaguardia del sistema nazionale e quale piattaforma per migliorare il nuovo quadro regolatorio".

Molti dei comparti dell'industria elettrotecnica ed elettronica rappresentata da Confindustria Anie sono tra i principali "attori" in materia di gestione dei Raee e hanno contributo in maniera sostanziale all'implementazione nel nostro Paese del Sistema Raee. Tra questi vi sono i produttori di elettrodomestici (piccoli e grandi) riuniti in Confindustria Ceced Italia federata Anie, a cui si aggiungono le industrie dell'illuminotecnica, degli strumenti di monitoraggio e controllo, dell'informatica e dell'elettronica di consumo.

Nonostante un quadro regolatorio in ambito nazionale, purtroppo non ancora completo in tutte le sue parti, il sitema ha dato dimostrazione di reale funzionamento, raggiungendo - a due anni dall'avvio della sua concreta operatività - il target fissato a livello europeo. Il Centro di Coordinamento Raee, che coordina i sistemi collettivi Raee costituiti dai produttori, dichiara nel 2010 la raccolta di 245mila tonnellate di Raee (+27% rispetto al 2009), in gran parte monitor e televisori ma soprattutto elettrodomestici (suddivisi tra grandi bianchi, piccoli elettrodomestici e freddo e clima).

Anche su scala europea i soli grandi elettrodomestici rappresentano in volume oltre il 50% dei Raee prodotti in Europa.

Proprio in considerazione di ciò Confindustria Anie e Confindustria Ceced Italia hanno ritenuto necessario esporre alcune valutazioni circa le attuali risultanze del processo di revisione comunitaria della direttiva Raee, soprattutto in vista dell'avvio della delicata fase di "seconda lettura" in ambito europeo del provvedimento. La delegazione ha anche formulato una serie di proposte concrete relativamente al campo di applicazione della normativa, al principio della cosiddetta responsabilità condivisa, al target di raccolta, agli obiettivi di recupero, riciclaggio e preparazione per il riutilizzo, alla definizione di produttore e registro.

In linea generale, ciò che è emerso è che la revisione della Direttiva Raee - proposta della Commissione nel 2008 ed emendata dal Parlamento e dal Consiglio Europeo nel 2011 - individua sì le aree che possono essere migliorate, ma non contiene disposizioni efficaci per risolvere i problemi.

Per garantire un efficace ed equo funzionamento della gestione del flusso Raee, è indispensabile che tutti gli attori che possono gestire i Raee siano soggetti a tutti gli obblighi della Direttiva Raee (ovvero registrare, organizzare un adeguato trattamento dei Raee e rendicontare i volumi gestiti).

Considerato l'elevato impatto della gestione dei Raee sui settori rappresentati da Confindustria Anie, nonché la complessità del sistema che coinvolge diversi attori, è stato chiesto alla Commissione di indirizzare il Ministero dell'Ambiente sul tema, richiedendo in particolare un incisivo apporto da parte della delegazione italiana presso le istituzioni europee, a sostegno delle richieste di cui sopra;  l'avvio di un tavolo di lavoro permanente con tutti gli attori del sistema Raee, quali la distribuzione, i comuni, gli operatori del fine vita, per un confronto continuo sulla revisione della direttiva ma anche per risolvere le problematiche della sua implementazione nazionale, a salvaguardia, di un sistema Raee nazionale che ha ben operato.

25 Maggio 2011