Cloud, Italia in vantaggio. Ma il nodo sicurezza preoccupa le aziende

IL REPORT

Symantec: il 77% delle imprese tricolore punta a sbarcare sulla nuvola, il 79% teme il passaggio delle applicazioni business critical. Trend Micro: il 43% dei responsabili IT mondiali ha riscontrato situazioni anomale negli ultimi 12 mesi

di Federica Meta
Italia in vantaggio su virtualizzazione e cloud. A dirlo una survey realizzata sa Symantec che ha esaminato le modalità in cui le aziende intendono spostare le applicazioni business-critical su ambienti virtuali e cloud. Secondo  Virtualization and Evolution to the Cloud Survey 2011 - l’indagine è basata su oltre 3.700 intervistati provenienti da 35 Paesi in tutto il mondo, di cui 200 italiani – in Italia la virtualizzazione dei server è molto diffusa (84%) e ben il 77% delle aziende sta considerando l’adozione di cloud ibride/private.

Entrando ancor più nel dettaglio la ricerca rileva che il 54% delle aziende italiane sta implementando la virtualizzazione di server contro il 45% delle aziende globali; per quanto riguarda le cloud ibride/private, si registra un 48% delle aziende italiane contro il 35% globale.

Per le aziende tricolore, i progetti di virtualizzazione dei server sono stati quelli che hanno riscosso maggior successo, con una differenza media di soli 5 punti percentuali tra gli obiettivi iniziali e quelli raggiunti, in linea con il resto del mondo. Il divario maggiore è stato registrato per le cloud ibride/private con il 46%.

Queste disparità sono tipiche dei mercati allo stadio iniziale in cui le aspettative non vanno di pari passo con la realtà. Man mano che i mercati di virtualizzazione e cloud continueranno la loro maturazione, ci aspettiamo di vedere queste lacune colmate.

Le aziende che stanno investendo sulle tecnologie di virtualizzazione e di cloud ibride/private tendono a seguire un percorso simile: iniziano a virtualizzare le applicazioni meno critiche come gli ambienti di test e sviluppo e proseguono poi con applicazioni di maggior importanza come email e collaboration; linee di business; eCommerce e supply chain; e Erp/Crm.

Anche le aziende italiane non si discostano da questa tendenza: delle grandi imprese che stanno implementando la virtualizzazione più della metà (57%) prevede di virtualizzare applicazioni del database nei prossimi 12 mesi; il 68% ha pianificato di virtualizzare le applicazioni web e il 67% le mail e le applicazioni del calendario. Il 62% infine ha in mente di virtualizzare le applicazioni Erp.

Nonostante il successo, però, le aziende restano preoccupano per le questioni inerenti la sicurezza
Il 79% delle aziende che hanno implementato la virtualizzazione del server ha indicato che la sicurezza è un fattore abbastanza /molto importante nell’essere più fiduciosi nel passaggio delle applicazioni business-critical sui server virtualizzati.

Il 58% ha inoltre indicato che la sicurezza costituirà una sfida importante per l’implementazione della virtualizzazione dei server. Un atteggiamento simile si rileva anche nell’affidabilità.

L’88% ha dichiarato che si tratta di un fattore importante per avere una maggiore fiducia nel passaggio delle applicazioni business-critical sui server virtualizzati. Tra gli intervistati che hanno implementato la virtualizzazione dello storage, l’84% considera l’autonomia e la disponibilità come obiettivi importanti.

Che gran parte delle imprese nutra apprensione nei confronti dell’adozione del cloud computing a causa di problemi legati alla sicurezza lo rileva anche la ricerca di Trend Micro, secondo cui poco meno della metà (il 43%) dei decisori IT ha incontrato negli ultimi 12 mesi problemi di sicurezza con i rispettivi cloud provider.

Lo studio, che ha coinvolto 1.200 decision maker IT di Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, India e Giappone, ha dunque svelato le incertezze e le preoccupazioni che caratterizzano il passaggio verso il cloud. In generale lo studio ha confermato come il mondo delle aziende stia abbracciando questa tecnologia con grande vivacità e velocità, dando vita a una importante quantità di nuovi deployment. Poco più del 10% ha affermato di fruire già di progetti in questo ambito, mentre circa la metà ha ammesso di trovarsi nella fase implementativa o pilota di nuove applicazioni cloud.

Nonostante la crescente popolarità di questa tecnologia nella maggior parte dei Paesi, restano numerose le imprese che nutrono dubbi e confusione a riguardo, incerte rispetto a cosa siano realmente i servizi di cloud computing. Di fronte a un elenco di questi servizi il 93% degli intervistati ha affermato di avere già all'attivo almeno un progetto. Il 7% di questi ha rivelato però che la propria azienda non ha in programma alcun deployment in questo ambito, un dato che quindi risulta alquanto contraddittorio.

“Secondo le informazioni raccolte possiamo affermare che nei prossimi anni le applicazioni cloud online sono destinate a quintuplicare – osserva Dave Asprey, Vice President of Cloud Security di Trend Micro- Il 43% degli attuali utenti cloud riferisce però di aver sperimentato un problema di sicurezza nel corso dell'ultimo anno. Inoltre, molti degli intervistati non sapevano nemmeno di aver usato il cloud, e tantomeno avevano idea della relativa sicurezza. Assodato che molti dei cloud service provider non aggiungono risorse IT adeguate alla sicurezza, la realtà è che mettere in sicurezza l'ambiente cloud non è un'opzione, bensì una necessità”.

Ma se è vero che la sicurezza costituisce il principale ostacolo all'adozione del cloud, è altrettanto vero che esistono altri due elementi che le imprese considerano vitali: performance e disponibilità. Lo studio ha rivelato come le principali barriere al passaggio verso il cloud computing consistano nel 50% dei casi in preoccupazioni nei confronti della sicurezza dei dati, e nel 48% in preoccupazioni nei confronti delle performance e della disponibilità del servizio.

“In passato i maggiori elementi inibitori erano legati alla sicurezza – sottolinea Asprey - Oggi le prestazioni e la disponibilità influenzano nella stessa misura le decisioni dei professionisti IT riguardo al cloud. In effetti, come abbiamo visto con i recenti casi di falle nei dati, tutto è connesso: la scarsa sicurezza è causa di downtime e di performance limitate”.

Quando si parla di salvaguardia dei dati presenti nel cloud le imprese pensano alla crittografia: l'85% degli intervistati ha confermato di utilizzare tecniche di cifratura per le informazioni residenti all'interno del cloud. Inoltre, oltre la metà ha asserito di essere incline a prendere in considerazione il supporto di un cloud provider laddove venisse fornito anche un servizio di cifratura dei dati archiviati. Ciò nonostante, le tecniche attualmente più usate a livello cloud per la gestione delle chiavi crittografiche risultano vulnerabili.

14 Giugno 2011