Pirateria, in Italia illegale un software su due

MICROSOFT

Il 49% delle piattaforme è piratato. Mille: "Un freno allo sviluppo economico del Paese"

di F.Me.
Quasi un software su due in Italia è piratato. A ricordarlo Matteo Mille, Direttore Divisione Software Originale di Microsoft Italia che cita l’ultima edizione edizione della ricerca condotta da Business Software Alliance (Bsa) con Idc e Ipsos. “Un problema per il sistema Italia, oltre che un’occasione mancata di sviluppo economico – puntualizza Mille - Il nostro Paese rimane in Watch List nel rapporto Special 301 della Us Trade Representative, la quale tuttavia, rilevando una maggior attenzione alla tematica, si riserva di condurre ulteriori analisi sul nostro Paese nel corso di quest’anno per verificare nuovamente la situazione relativa ai preoccupanti livelli di illegalità nell’impiego di prodotti digitali e nella circolazione di contenuti protetti da copyright su internet”.
E proprio la segnalazione nella "black list" Usa può rappresentare un freno agli investimenti nel nostro Paese da parte delle aziende straniere.

In Italia, a livello nazionale, la pirateria informatica (quindi non solo quella riferita al canale distributivo) è del 49% per un giro d'affari stimato tra i 3,5 e i 7 miliardi di euro; un tasso molto elevato se si pensa che quello della contraffazione degli orologi è del 5%, dei profumi il 10% e della moda del 20%. Ancor più alto del comparto audiovisivo il cui tasso di pirateria è del 25%.

“La proprietà intellettuale è una delle principali ricchezze delle nostre società e un fondamento essenziale per economie avanzate come quella italiana e quella americana - spiega Sonia Tarantolo, vice Console per gli Affari Politici ed Economici, Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano (glòi Stati Uniti hanno inserito l’Italia nella black list della porateria mondiale) - La proprietà intellettuale offre l’opportunità a chi ha creatività di investire e di costruire sulle proprie idee, non solo a proprio beneficio, ma per il bene di tutti. Ci permette di innovare, di crescere e di prosperare. Per questa ragione, il miglioramento della sua tutela è un elemento presente da molto tempo nella politica estera del mio governo. Senza una forte protezione della proprietà intellettuale gli imprenditori, gli inventori, gli artisti, gli sviluppatori di software e le aziende avrebbero poco interesse a innovare e investire. Gli Stati Uniti e altri Paesi come l’Italia hanno lavorato per decenni al fine di estendere la tutela dei diritti in maniera più ampia possibile in tutto il mondo. Il nostro impegno sta avendo successo ma bisogna lavorare ancora molto per far si’ che la proprietà intellettuale venga rispettata.”

A livello globale la quota di vendite di merci contraffatte vale dal 7% al 9% sull'intero commercio mondiale e secondo l’Ocse i soli prodotti contraffatti che hanno attraversato qualche frontiera doganale valgono 200 miliardi di dollari. Considerando anche i prodotti consumati all’interno della stessa area doganale (Ue, Nafta, ecc) il totale arriva ad oltre 600 miliardi di dollari.




“La proprietà intellettuale è una delle principali ricchezze delle nostre società e un fondamento essenziale per economie avanzate come quella italiana e quella americana - spiega Sonia Tarantolo, Vice Console per gli Affari Politici ed Economici, Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano (glòi Stati Uniti hanno inserito l’Italia nella black list della porateria mondiale) - La proprietà intellettuale offre l’opportunità a chi ha creatività di investire e di costruire sulle proprie idee, non solo a proprio beneficio, ma per il bene di tutti. Ci permette di innovare, di crescere e di prosperare. Per questa ragione, il miglioramento della sua tutela è un elemento presente da molto tempo nella politica estera del mio governo. Senza una forte protezione della proprietà intellettuale gli imprenditori, gli inventori, gli artisti, gli sviluppatori di software e le aziende avrebbero poco interesse a innovare e investire. Gli Stati Uniti e altri Paesi come l’Italia hanno lavorato per decenni al fine di estendere la tutela dei diritti in maniera più ampia possibile in tutto il mondo. Il nostro impegno sta avendo successo ma bisogna lavorare ancora molto per far si’ che la proprietà intellettuale venga rispettata.”

Microsoft è impegnata in attività di lotta alla pirateria del software e nel tempo ha intrapreso numerose campagne di sensibilizzazione rivolte non solo ai rivenditori ma anche ai consumatori e alle aziende, salvaguardando e tutelando chi agisce nella legalità. Dal 2006 è in corso la campagna Mistery Shopper, che prevede che incaricati di Microsoft si rechino presso i rivenditori per richiedere offerte e acquistare software verificando così la conformità alle norme di legge ed alle norme contrattuali all’atto di vendita. In caso di irregolarità il Mistery Shopper ha soprattutto il ruolo di indicare al rivenditore quali attività compiere per mettersi in regola, fornendogli tutto il supporto necessario.

17 Giugno 2011