TRIPWIRE. Innovazione alla norvegese

TRIPWIRE

di Piero Laporta
«Una diffusione capillare e corretta degli strumenti informatici nella PApuò consentire un salto di qualità non soltanto nei compiti di gestione, ma soprattutto in quelli di governo”. È un richiamo in prima pagina d’un articolo di ottobre 1978 su “GO”, Giornale Olivetti, mensile che in quegli anni, in solitudine siderale, perorava l’innovazione che solo ora s’intravede, non senza contrasti e ritardi.

Era firmato da Aldo Viglione, presidente della Regione Piemonte. M’inoltro nella lettura mentre sul mio schermo arriva il video http://www.atlanterhavsveien.no. Racconta una strada, Atlanterhavsveien, che collega la Norvegia all’isola di Averøya, con sette ponti per saltare su altrettanti isolotti, sfidando l’oceano Atlantico con 8274 metri di curve in calcestruzzo. Una strada così fu concepita nel 1909 e accantonata nel 1935, mentre il mondo ribolliva e la tecnologia scarseggiava. A metà degli anni ’70 il progetto ripartì, grazie anche ai primi computer. Quando Viglione scriveva, Atlanterhavsveien era avviata. I lavori cominciarono il 1° agosto del 1983; finirono sei anni dopo. Costarono meno dell’autostrada Roma-Fiumicino.

Il treno da Palermo a Catania, 166 km, oggi impiega 6 ore; da Reggio Calabria a Taranto, 390 km, 9 ore; tanto quanto ne impiegavano a ottobre del 1978, nel 1935 o in carrozza. Il treno da Venezia a Torino è più veloce che nel 1978, ma secondo taluni lo è troppo e non deve andare oltre. Però in futuro ci ricorderanno perché, già nel 1978, scrivemmo d’innovazione e guadagneremo lo stesso rispetto che meritarono gli arabi, inventando i numeri e poi fermandosi compiaciuti a contarli tutti. Il pezzo di GO è attuale.

04 Luglio 2011