Investimenti IT, i Cio italiani sono ottimisti

INDAGINE INTEL

Quasi il 70% prevede investimenti stabili, o addirittura in crescita, per tutto il 2009

di Federica Meta
I Cio (Chief Information Officer) italiani sono ottimisti sul livello di investimenti IT che si faranno nel corso del 2009. E’ quanto emerge da una ricerca commissionata da Intel all’istituto di ricerca inglese Coleman Parkes. Nello specifico l’indagine rileva che dei 50 manager intervistati (su un totale area Emea pari a 511) ben il 67% sia convinto che, a dispetto della crisi “gli investimenti IT rimarranno stabili o, addirittura, cresceranno. A rendere ottimisti i Cio soprattutto gli investimenti in progetti innovativi.

“Il 78% si attende investimenti stabili o in crescita per quanto riguarda, in particolare, i progetti a forte carattere innovativo - si legge nell’indagine - Ciò dimostra la diffusa consapevolezza che gli investimenti IT sono necessari a migliorare l’efficienza, alimentare l’innovazione e, in definitiva, ottenere vantaggi competitivi”. E anche per affrontare proattivamente la crisi. Prefigurando il concreto rischio di lasciarsi trasportare dalla corrente senza reagire, infatti, il 50% degli intervistati ritiene che ora sia il momento giusto per investire in vista della ripresa. In altre parole i manager sono convinti che per uscire indenni dall’attuale situazione devono adottare la tecnologia più innovativa, compatibilmente con il proprio modello di business.

“Come in ogni crisi economica, le aziende che sapranno dotarsi di modelli di business più efficienti e rendere innovativa la propria offerta, sono quelle destinate a prosperare nella successiva ripresa - spiega Dario Bucci, Ad di Intel Italia e Svizzera -. L’attuale congiuntura offre l’opportunità di perseguire con determinazione obiettivi di maggiore efficienza e maggiore competitività: sono entrambi realizzabili, a patto di effettuare tempestivi e appropriati investimenti in IT”.
Il 68% dei Cio censiti, inoltre, ritiene che i tagli di budget IT non comportino reali risparmi per le aziende, dato che la maggior parte del budget viene assorbita dai costi correnti piuttosto che dagli investimenti. “Tale convinzione è confermata dalle priorità di spesa per il 2009: sicurezza (70%), consolidamento dei data center e virtualizzazione (60%) e incremento dell’efficienza attraverso una gestione intelligente dell’IT (54%)”, puntualizza il report.

Sul fronte delle nuove tendenze, l’analisi ha preso in considerazione i netbook e il cloud computing. Per quanto riguarda i primi, il 38% dice che sarebbe felice di poterne avere uno, ma come device aggiuntivo al notebook “classico”; solo il 2%, invece, ritiene di non poterlo includere tra gli strumenti utilizzati in azienda per ragioni di sicurezza. “Questi risultati confermano una corretta percezione, tra i manager italiani, del posizionamento delle due categorie di device: i notebook per avere la piena funzionalità del Pc; i netbook adatti per la mobilità e il Web, ma non per la creazione di contenuti”, spiegano da Coleman Parkes.
Il cloud computing, invece, è ritenuto argomento eccessivamente enfatizzato dai media dal 30% degli intervistati, anche se il 26% ne riconosce i potenziali benefici in termini di flessibilità, qualità del servizio e velocità di deployment delle applicazioni.
Il dato più corposo riguarda il Green IT.  Il 92% dei manager intervistati dichiara di aver dato il via a iniziative “green” in ambito IT; il 64% è convinto che un IT più rispettoso dell’ambiente non sia solo più etico, ma anche vantaggioso per il business. Non a caso, il 76% sostiene “l’impegno per ridurre i costi per l’energia e il raffreddamento, attività considerata addirittura ‘fondamentale’ per la propria organizzazione dal 36%”, conclude il report.

17 Giugno 2009