Kaspersky battezza la protezione "ibrida"

SICUREZZA

Le nuove suite Kis e Kas integrano sicurezza in site e on the cloud. Del Bò: "Tutte le minacce si identificano in tempo reale"

di Gian Carlo Lanzetti
Kaspersky si avvia a chiudere il 2011 con un fatturato in Italia prossimo ai 25milioni di euro - gli addetti, dopo le ultime assunzioni, sono 36 - di cui poco più di cinque con i 450 clienti corporate. Ma il clou della società russa è l’utenza consumer, dove conta nel mondo 319 milioni di clienti, un numero impressionate se si conta la rapidità con cui questa base è stata messa insieme. Una base che prevede possa crescere di altri 50 milioni di abbonati nel prossimo anno.

Ormai Kaspersky è un leader mondiale per la sicurezza. Con 2500 addetti nel mondo, di cui il nucleo più consistente a Mosca ove ci sono la sede e i laboratori che studiano e analizzano le minacce, la società ha realizzato nel 2010 un fatturato di 538 milioni di dollari, con una crescita del 38% sull’anno precedente. Il suo fondatore, Eugene, è tuttora il capo indiscusso di questa realtà, non solo in quanto azionista ma anche propulsore principale delle innovazioni che vengono periodicamente presentate sul mercato, quasi sempre in anticipo rispetto alla concorrenza, peraltro assai nutrita.

Secondo Gartner Kaspersky è oggi il quarto più importante fornitore di software per la sicurezza per utenti finali. In Italia la sua share sul mercato consumer è stimata da Aldo del Bò, direttore commerciale, intorno al 35%. Proprio oggi ha annunciato i nuovi cavalli di battaglia per i prossimi mesi all’insegna di uno slogan che rappresenta poi un nuovo approccio strategico al mercato della sicurezza dei device, e non più solo dei personal computer anche se sono a questi utenti che essi si rivolgono.

“Protezione ibrida” è il nome di questo slogan, coniato per contraddistinguere i nuovi prodotti Kaspersky Internet Security (Kis) e Kaspersky Anti-Virus 2012 (Kas). Sta a significare che le nuove versioni dei suoi prodotti pro-security si caratterizzano per la combinazione di due universi fino a oggi disgiunti: quello della protezione dei Pc onsite, ossia integrata negli apparecchi, e quella in the cloud, distribuita nelle nuvole, in ossequio alla nuova modalità di fruizione dei servizi It.

“Grazie a questo approccio - osserva del Bò - che ha richiesto rilevanti investimenti in ricerca e sviluppo, oggi siamo in grado di offrire al mercato a prezzi interessanti prodotti ancora più avanzati, oltre che allineati con le istanze di mercato del momento, orientate appunto alla logica cloud. Il ricorso al cloud computing garantisce che le nuove minacce possano essere identificate e affrontate in modo molto più rapido, grazie a un database enorme e aggiornato in tempo reale contenente conoscenze e sapere condivisi. La tecnologia di sicurezza installata sul Pc protegge l'utente in assenza di connessione Internet e contro insidie quali infezioni trasmesse mediante dispositivi di archiviazione Usb, script dannosi e rootkit avanzati. Questo approccio misto mantiene inalterate le prestazioni, la mobilità e la velocità del Pc ottimizzando al contempo la sicurezza”.

I prezzi (inclusi di Iva) per anno variano da 50 euro per il Kis (in pratica una versione più ricca del Kas) ai 30 dell’antivirus, con tendenza a scendere in ragione del maggior numero di Pc da proteggere.
In aggiunta alla protezione in the cloud, i due nuovi prodotti (oggi al vertice di una famiglia di 10 prodotti inclusa la soluzione per utenza corporate, peraltro prossima al rinnovo) Kis e Kas inglobano una serie di miglioramenti tra cui una nuova interfaccia utente (elementi grafici animati), la notifica sul livello di rischio dei link Internet; la verifica della reputazione dei file (basta un click perché i nuovi software verifichino la reputazione di qualsiasi file contenuto nel computer, consentendo all'utente di scegliere consapevolmente se utilizzarlo o meno), la compatibilità con dispositivi touch se Windows compatibili) e anche un sistema che facilita la disinstallazione di antivirus.

Durante la presentazione è stato discusso anche lo stato di avanzamento delle minacce, che in Italia secondo questa fonte sono cresciute nel 2010 del 387%. Ormai anche per il malware, è il messaggio, esiste un ecosistema ben organizzato, mosso dai soldi, che comprende figure ben definite, tra cui reseller. I paradigmi, grazie a innovazioni come i social network, smartphone e tablet stanno talmente cambiando da rendere persino arduo prevedere da quale fonte verrà il prossimo attacco in grande stile ai sistemi informatici. Nella strategia dell’azienda russa le partnership stanno assumendo un ruolo rilevante: in totale sono 150; in Italia una delle più importanti: quella con Ferrari.

08 Settembre 2011