Rizzo: "In Autogrill l'IT fa rima con "trasformazione"

CIO VISION

Il Cio svela le strategie della società: "Crediamo che il cloud sia il futuro: è anacronistico resistere al trend a favore della vecchia ricetta 'fatto in casa è meglio'"

di Dario Banfi
Presente in 35 Paesi con 62.500 collaboratori, Autogrill è oggi il primo operatore al mondo nei servizi di ristorazione e retail per chi viaggia. Gestisce più di 5.300 punti vendita in oltre 1.200 location e 350 marchi, direttamente o in licenza. La dimensione internazionale e i volumi del Gruppo hanno trasformato l’IT da funzione tradizionale intesa come Business Unit in singoli Paesi in un Centro Servizi unificato, guidato dal 2008 da Daniele Rizzo.
Rizzo, che ruolo gioca l’IT nell’affrontare le sfide globali?
La nostra storia è fatta anche di acquisizioni e chi è entrato a fare parte del Gruppo è sempre stato dotato di propri dipartimenti IT. Abbiamo realizzato così sinergie, mettendo insieme know-how, esperienze e soluzioni IT, creando un centro servizi IT unificato per condividere questi asset a livello di Gruppo. In realtà le sfide più complesse sono state di natura organizzativa e culturale più che tecnologiche o infrastrutturali. In questo senso la funzione IT ha fatto da apripista rispetto a un processo più ampio di trasformazione organizzativa interna.
In quale area funzionale sta investendo maggiormente Autogrill sotto il profilo IT?
Negli ultimi anni ci stiamo concentrando su tecnologie e strumenti finalizzati a migliorare le relazioni dell’azienda con i propri dipendenti, in particolare con chi opera sul punto vendita, dove c’è il vero contatto tra azienda e clientela, determinante per l’esperienza d’acquisto e nella raccolta di esigenze e bisogni. Siamo convinti che condividere esperienze e conoscenze al nostro interno migliori la relazione con il cliente. In quest’ottica, e per raggiungere chi per lavoro non ha spesso una postazione fissa al computer, abbiamo sviluppato il portale business to employee ‘Aconnect’ attraverso una piattaforma aperta, accessibile via Web anche da casa, sperimentando tra l’altro tecnologie open source. Il progetto ci servirà per disegnare nuove relazioni digitali con i nostri clienti che sempre di più chiedono anche di connettersi alla rete in mobilità.
Quali sono gli ambiti di “criticità”: infrastrutture, soluzioni software adeguate al business o servizi?
Per diversi motivi tutte e tre le dimensioni sono importanti. A livello di infrastrutture puntiamo ad avere soluzioni sempre migliori per garantire i volumi crescenti delle nostre transazioni, data anche dalla capillarità sul territorio. Nel campo applicativo, invece, troviamo difficilmente soluzioni già collaudate e adatte per migliaia di punti di ristoro organizzati in maniera industriale: spesso dobbiamo sviluppare progetti ad hoc. Nei servizi la sfida è invece la continuità: il nostro business è 24x7, tutti i giorni all’anno, con picchi durante gli esodi.
Qual è il budget stanziato per l’IT quest’anno e per il prossimo?
Negli ultimi tre anni ci siamo concentrati sull’ottimizzazione delle risorse Ict, raggiungendo indici di efficienza unici nel nostro settore. L’obiettivo di quest’anno è continuare a incrementare gli investimenti nell’Ict che genereranno ritorni di business concreti e rappresentano un ulteriore valore per il Gruppo.
Cloud computing, governance dei sistemi e sicurezza: a che punto si trova Autogrill? Credete nelle potenzialità della virtualizzazione?
Alcuni ambiti dell’IT - si pensi ad esempio ai servizi e-mail - stanno entrando nella loro fase di maturità.
Questo significa standardizzazione del servizio e riduzione dei costi unitari, e ciò si ottiene grazie a economie di scala che sono in grado di garantire soltanto pochi grandi player di mercato che offrono i servizi in modalità “chiavi in mano” attraverso il cloud. È anacronistico resistere al trend in favore della vecchia ricetta del “fatto in casa è meglio”. Esistono, tuttavia, alcuni aspetti da considerare con attenzione prima di ‘traslocare’ nel cloud. Ad esempio il valore delle informazioni trasferite sulla ‘nuvola’ - su infrastrutture che magari sono all’estero - o piuttosto il lock-in con il fornitore di servizi cloud, soprattutto quando sono progressivamente integrati e personalizzati sulle necessità specifiche di un’organizzazione. Stiamo sperimentando il cloud in ambiti a minore rischio e definendo criteri generali di accesso a questa risorsa in modo da raccoglierne i vantaggi minimizzando i pericoli. Sicurezza e governance sono due ingredienti fondamentali per la riuscita della ricetta.
Comunicazione interna, collaborazione e lavoro in mobilità: quali sono le esigenze in Autogrill e come le affronta?
È proprio l’ambito in cui negli ultimi tre anni abbiamo investito di più, basandoci su un disegno ambizioso, ovvero l’idea di connettere oltre 60.000 dipendenti che il gruppo Autogrill conta nel mondo all’interno di una realtà organizzativa complessa e articolata. All’inizio del progetto tracciammo gli elementi fondamentali: accesso al Pc da casa, open source, Web standard, elevata interazione tra utenti e sito, multicanalità ecc. Non c’erano molti che sperimentavano in modo deciso queste soluzioni. Oggi i risultati raggiunti non soltanto ci confortano, ma molte delle nostre scelte si stanno consolidando come pratiche di riferimento sul mercato. È un cantiere in evoluzione, che rappresenta una continua fonte di apprendimento e innovazione che mai avremmo potuto sperimentare rimanendo negli ambiti più noti e confortevoli dell’IT tradizionale, come la gestione dell’infrastruttura.
In sintesi qual è la visione che Autogrill ha dell’IT?
L’IT è un’ industria giovane, cresciuta con rapidità straordinaria negli ultimi 50 anni. Dopo un “backstage” giocato dentro le mura delle organizzazioni sta passando alla ribalta del grande pubblico grazie a Internet e alla diffusione dei dispositivi mobili. L’IT è anche la risorsa che ha storicamente consentito la crescita e l’evoluzione dell’organizzazione, la razionalizzazione dei processi, l’automazione e condivisione di informazioni, valori questi che rimangono nel patrimonio di una funzione IT che deve però evolversi, abbandonando i domini tradizionali. Oggi occorre coniugare questo aspetto con le tecnologie emergenti, ma è necessaria una visione dell’architettura IT che consenta di integrare componenti diverse, sulla base di standard che tendono a consolidarsi, e veicolare questa sinergia all’interno dell’organizzazione. La necessità principale resta lo sviluppo di progetti con ritorni chiari e condivisi in un contesto d’innovazione continua senza fine.

31 Ottobre 2011