Fisco, una riforma in sei proposte

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La crisi ha modificato le carte in tavola: serve un sistema che favorisca la crescita. Csit. Dall'analisi all'azione: ecco come può cambiare la fiscalità italiana

«La crisi finanziaria ha spostato l’attenzione della pressione fiscale sulla base imponibile alla base imponibile stessa: in presenza di un fatturato che si contrae, il problema immediato è stimolare la crescita e non contenere la pressione fiscale”. Questa la premessa di base alle “sei proposte per il fisco che vorremmo” elaborate dall’Osservatorio permanente per le problematiche tributarie. Proposte che come sottolinea il presidente uscente di Csit Alberto Tripi “possono contribuire a riequilibrare la fiscalità nel settore conferendo slancio e dinamismo alle imprese”.

Il fisco non può essere socio di maggioranza: la prima proposta mira a porre un limite massimo all’aliquota totale effettiva (comprensiva di Ires e Irap) non superiore al 50% del reddito imponibile. Semplificazione della disciplina degli ammortamenti e modifica di quella che riguarda il credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di superare le incertezze  relative alle attività ammissibili e prolungare l’estensione temporale della norma, sono i due perni su cui fa leva la seconda proposta, che in sintesi punta a generare l’accumulazione di capitale produttivo e di conoscenze tecnologiche e scientifiche.
Il sostegno dello sviluppo e dell’occupazione è un’altra grande sfida per il settore. Anche qui le azioni da intraprendere secondo l’Osservatorio di Csit sono due, “da realizzare con procedura d’urgenza”: rendere l’Irap deducibile ai fini dell’Ires/Irpef per evitare una doppia imposizione sul reddito da lavoro dipendente in capo al datore di lavoro e al lavoratore; introdurre un nuovo sistema che sia più rapido ed efficiente per il recupero dell’Iva sui crediti insoluti di modesto importo, anche in assenza dell’esito della procedura esecutiva di recupero.

Il quarto step riguarda gli incentivi alla digitalizzazione: occorre estendere - sostiene l’Osservatorio - l’applicazione delle norme che consentano la sostituzione dei documenti cartacei con supporti digitali. Ancora: il fisco deve favorire la concorrenza “e si pone la necessità di abrogare la Tassa di Concessione Governativa che colpisce ingiustificatamente i contratti di abbonamento ai servizi di telefonia mobile, in modo discriminatorio”. Una misura particolarmente cara al vice presidente Guindani. Last but non least la proposta che attraverso tre adeguamenti normativi punta a rendere il fisco semplice, equo e prevedibile. In primis è necessario stabilire il principio che gli errori di imputazione temporale (tra un esercizio ed un altro) di costi e ricavi non siano sanzionati pecuniariamente “in quanto non c’e’ un danno per l’Erario”. Bisogna inoltre riconoscere che la violazione dell’obbligo di auto fatturazione, quando non ricorre danno per l’Erario, comporti solo sanzioni formali e non anche il pagamento di un’imposta. deve essere rispettato senza eccezioni, infine, il divieto di retroattività delle norme fiscali.

La Federazione di Confindustria intende ora dare il via ad un dibattito “da svilupparsi - sottolinea Tripi - con ulteriori percorsi di approfondimento  su un tema, quello della fiscalità, considerato un’importante leva per lo sviluppo”.
Non solo: “Il Rapporto - puntualizza il vice presidente di Csit con delega al Credito, Fisco e Finanza, Pietro Guindani - ha l’ambizione di diventare uno strumento per accreditare le imprese associate a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici presso le autorità tributarie con l’obiettivo di sviluppare una collaborazione volta da un lato ad ottenere la rimozione di alcuni ostacoli avvertiti come discorsivi dell’attuale sistema fiscale e dall’altro ad implementare quelle soluzione avvertite come urgenti e necessarie”.  “Tutto ciò con la consapevolezza - conclude Guindani - che sarà necessario accettare il ‘compromesso’ di una gradualità degli interventi secondo priorità condivise ma affermando altresì il fatto che non sembra più differibile la risoluzione delle criticità avvertite dalle imprese del settore”.

06 Luglio 2009