UC&C: dalla produttività all'intervento sui processi

PUNTI DI VISTA

Il mercato ha ancora ampi margini di sviluppo. Di qui al 2015 si stimano 3 milioni di utenti trainati dalle piccole aziende che valgono il 40% della torta

di Mario Massone, fondatore Forum UCC

Se è vero che il mercato dei servizi UC&C (Unified Communication & Collaboration) in Italia non sta crescendo come si vorrebbe, è anche vero che questa difficoltà non si deve interpretare come una flessione del mercato, poiché le potenzialità sono elevate sia se si guarda agli utenti finali che ai numerosi dispositivi e soluzioni di accesso. Secondo il Forum UCC, il mercato eleggibile per i servizi UC&C dedicati specificamente al mondo professionale nel periodo 2011-2015 in Italia si stima pari a 3 milioni di utenti, il 14% degli occupati. Tale mercato può essere ripartito in base alle fasce di mercato delle aziende e si conferma come sia importante il mercato delle “piccole”, che pesano per oltre il 40%.

A volte si sente parlare di mercato di sostituzione. E’ certamente un punto di vista, ma è una visione parziale. Infatti, in una situazione in cui l’offerta ha esperienze e ruoli diversi, UC&C rappresenta un settore in transizione verso uno scenario che i vendor legacy non hanno ancora del tutto scoperto.
Lo stesso temine di Unified Communications, che era rappresentativo di un settore legacy, è stato sostituito da UC&C, attraverso la proposta di innovazione centrata sulla Collaborazione.

Un altro aspetto su cui occorre riflettere riguarda il modo in cui vengono utilizzate le soluzioni e i servizi UC&C. Si possono distinguere due categorie d'uso: “produttività utilizzatore”, quella in cui ci si supportano le persone per gestire meglio le proprie comunicazioni e le attività di collaborazione;“business process”, quella in cui si tende ad incidere sui processi di business, attraverso l'integrazione di funzionalità di comunicazione e collaborazione.

Molte implementazioni UC&C si concentrano ancora sulla prima categoria ed in tal caso si possono riscontrare differenze tra le capacità funzionali delle diverse offerte dei fornitore (ad esempio, Cisco è in vantaggio per il video e Microsoft per l’integrazione su desktop).
Situazione diversa nel caso dell’approccio business process, ove occorre capire su quale attività l’azienda intende concentrarsi: la mobilità degli addetti, la condivisione di documenti, o la possibilità di comunicare dall'interno di un'applicazione aziendale.

In tali situazioni le differenze su come integrarsi con i sistemi ed operare dentro i processi di business sembrano ancor più critiche, ma è altrettanto vero che i benefici attesi possono essere superiori.

L’analisi delle domande pervenute alla Commissione dei Premi "Collaborazione e Comunicazione Unificata" - giunta alla seconda edizione - permette di capire sino a che punto si è sviluppato il mercato e se si possono costruire modelli virtuosi nel consumo dei servizi UC&C.
I premi sono stati consegnati alle Aziende che hanno evidenziato una maggiore completezza rispetto ai requisiti del bando e che hanno considerato UC&C come "leva strategica per il business", ove i driver sono il time to market, l’aumento della produttività, la maggiore attrattività dell'azienda e la crescente collaborazione e/o fidelizzazione dei clienti.
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 20 Aprile 2012

TAG: unified communication, forum ucc

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