Ict, a Dublino riflettori accesi sugli standard

Tm Forum

Big data e cloud security gli argomenti principe del convegno annuale di Tm Forum

di Gianni Giaccaglini

Il mondo delle telecomunicazioni è fatto (anzi è in continuo progredire), ora occorre fare gli standard. È un obiettivo complesso e ambizioso, a causa della grande varietà di ambiti applicativi che va estendendosi  di giorno in giorno. Per citarne solo i più in voga, si parla di Cloud Computing, gestione dei Big Data, comunicazione M2M (machine to machine) con addentellati e implicazioni ai diversi livelli, che coinvolgono molteplici attori, dai gestori di reti agli sviluppatori di soluzioni più o meno settoriali. La definizione di standard è assolutamente cruciale, perché altrimenti i sistemi non si parlano e, se non altro, perché è irrealistica l’idea di un’unica società factotum.
Nei giorni 21-24 si è svolto a Dublino il convegno annuale di TM Forum (abbreviato in tmforum), organizzazione no profit che ha come missione primaria la definizione di standard condivisi, nati dalla stretta collaborazione di gran parte  degli operatori  ICT e iniziative di cooperazione  fra produttori di ogni tipo atte a favorire la diffusione, a livello teorico e operativo, di concreti sviluppi nel mondo “digitale” e interconnesso. La manifestazione ha riscontrato un notevole successo, per numero di partecipanti (dai big IBM, Microsoft, Oracle ecc. ad aziende leader altamente specializzate). TM Forum riscontra altresì un forte incremento dei suoi membri, passati rispetto all’edizione 2012 da 650 a oltre 900.
Oltre 300 erano le relazioni tecniche, in gran parte di discreta qualità. Vertevano su temi che come si è detto andavano dal Cloud Computing, ai Big Data, al settore M2M e relative problematiche e delle soluzioni sovente assai avanzate in settori quali gestione sofisticata di reti globali, Business Automation,  fino a una vera fioritura di prodotti per le più svariate esigenze dell’e-commerce (CRM) e dell’interoperabilità aziendale interna e verso partner.

Il tutto sulla base di due pilastri tmforum:
•    frameworkx, un raccolta, appunto, di framework  comprendenti  non solo standard TC, ma definizioni operative, raccomandazioni e tool SOA (service oriented architecture) per il settore telemanagement (TM) , cui si conformano tutti i membri tmforum  adottandoli in pratica vantaggiosamente, soprattutto ai fini della massima interoperabilità fra provider e vendor  (tant’è che al Convegno i più facevano esplicito riferimento a questo o quel framework sfruttato);
•    Catalyst, iniziative volte a favorire progetti e soluzioni opportunamente pianificate (di cui due sponsorizzati da Telecom Italia).
 

Durante l'evento si espletavano in una gran quantità di sessioni parallele. Ovviamente chi scrive non ha potuto partecipare a tutte, pertanto qui riporta solo alcune annotazioni su quelle apparse più significative. La sessione che ha suscitato il maggior interesse, presentandosi  come emblematica  per sua stessa natura è stata quella sulle Business Metrics, importante componente del Business Process Framework (in soldoni, è quel che altri definisce come BPM, Business Process Management).  Queste specifiche misurazioni facilitano un’accurata e puntuale comprensione della prestanza e profittabilità  del proprio business, un fattore critico in questo settore in incessante trasformazione. Questo framework TM Forum, in sostanza, serve a ciascuna azienda a valutare la propria aderenza (e conseguente strategia operativa) rispetto a nuove arene, a partire dai cosiddetti web self-service e ai prorompenti servizi basati su dispositivi mobili.
I processi di business coperti, sempre con precise metriche ad hoc, includono l’analisi di profitti, margini e aspetti fiscali, l’impatto della customer exsperience & satisfaction, costi, efficienza ed efficacia operativa.


Un’altra sessione interessante era relativa alla questione critica della sicurezza del Cloud computing, ove veniva in sostanza sfatata con grande franchezza ogni faciloneria, enfatizzando i non pochi rischi cui tuttora incorre chi sposa questo paradigma, in termini di effettive disponibilità e continuità del servizio e di costi imprevisti. A proposito di questi ultimi davvero inedita e comunque ancora poco nota è stata l'iniziativa a cura di Jamcracker, che offre il “brokeraggio” di servizi Cloud. Il discorso è complesso, ma per sommi capi si tratta di una intermediazione tecnico-finanziaria fra utente e cloud provider, messa in atto con due strumenti: un impegno a tempo differito (e scontato) più l’acquisizione al volo (spot) di servizi momentanei. In tal modo l’on-demand dovrebbe funzionare riducendo i rompicapo degli IT manager nella scelta dei servizi sulle varie nuvole (tutt’altro che banale, al di là di certa non disinteressata propaganda dei Cloud provider...).

Gli espositori erano ben 156, un cast davvero internazionale in cui brillavano stelle non tutte arcinote ma di prima grandezza, tra cui ci è parso brillassero anche quelle provenienti da Cina, Russia e India. Nell’offerta di prodotti e servizi si notava una certa prevalenza , accanto beninteso alle soluzioni mirate alla gestione ottimizzata di reti e relativi servizi, di  quelle per BPM e CRM, nonché le più specificamente orientate alla Customer Experience.

Per quanto riguarda i grandi segnaliamo le proposte IBM (basate su Websphere) e Microsoft (che esibiva Azure e Lynks). Notevole per completezza e profondità la vetrina che EMC2 dedicava alla gestione avanzata dei Big Data sulla Cloud, ove chi scrive ha avuto una proficua discussione su tale tema con un tecnico davvero esperto (in particolare sul famoso programma open source Hadoop, adottato da Google ma di cui il nostro vantava un impiego originale per filtrare e campionare dati eterogenei e “sparpagliati” ai fini di sofisticate analisi statistiche).
Un discorso a parte meriterebbe NetCracker, azienda russa sussidiaria di NEC.  Nella sua veste di Sponsor Platinum della manifestazione (con tanto di sontuosa cena di gala in uno splendido locale dublinese) offriva una ricca gamma di servizi e proposte, vantando una primazia nell’area TOMS (Telecom Operations and Management Solutions) rivolte ai CPS (Communication Service Provider) di tutto il mondo. Ai quali vengono offerti strumenti per potenziare il proprio giro d’affari, tra l’altro con una più accurata acquisizione delle esigenze dei propri clienti, attuali e potenziali. Anche in questo listino, tanto per cambiare, risuona il leitmotiv della Customer Esperience.

Analoga enfasi merita lo sponsor aureo Huawey, azienda anch’essa rivolta principalmente ai fornitori di servizi telecom a vari livelli, con una diffusione in oltre 140 paesi, servendo così più di un terzo della popolazione mondiale. Sul piano tecnico e, insieme, sociale si proclama l’orgoglio di contribuire alla riduzione del digital divide, anche in aree geografiche svantaggiate (mediante reti anche a costo contenuto, si presume). Un altro impegno Huawey verte nelle soluzioni green, atte a ridurre consumi energetici e inquinamento. Huawey al termine del tmforum è stata gratificata con un award, assieme a Oracle.
Va anche menzionata EMC (particolaremente attivo nella presentazioni di soluzioni per la gestione dei BigData e della soluzione VPLEX per la Private Cloud, sviluppata in collaborazione con Intel e Cisco).

Tornando alla questione della Cloud Security, personalmente ci ha colpito la proposta di Thales, in collaborazione con CA e l’operatore australiano Telstra, in quanto tra l’altro vantava la capacità di ripristinare l’interconnettività di una reta cloud nella situazione di rottura di un nodo.
Un’ultima annotazione personale, a costo di sbagliare: neanche in questa occasione abbiamo riscontrato significativi passi avanti, in termini di unificazione di standard e framework, del pur promettente settore M2M (machine to machine). Anche al Forum si è parlato di esperienze importanti (né mancava quella classica per l’assistenza remota a pazienti nella Sanità) ma resta l’impressione di una certa eterogeneità, se non proprio di anarchia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 30 Maggio 2012

TAG: tm forum, dublino, standard

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