Smart city, ci vuole un bollino di qualità

AGENDA DIGITALE

L'Osservatorio Smart City dell’Anci mappa le best practice e fornisce le linee guida ai Comuni. E si punta anche a costruire una mappa degli skill innovativi a disposizione delle PA

di Simone d’Antonio

Analizzare i case study più interessanti provenienti dalle città più attive sul fronte dell’innovazione, al fine di dare un significato concreto all’etichetta Smart - applicata (talvolta a sproposito) ad una molteplicità di progetti realizzati in molte realtà urbane sul territorio italiano - è l’obiettivo dell’Osservatorio Smart City dell’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), che ha iniziato le sue attività con la prima riunione operativa, cui hanno partecipato, in rappresentanza delle rispettive amministrazioni, assessori e funzionari di Lecce, Torino, Roma e Bologna.
I piani di e-Government ed il miglioramento delle applicazioni per la comunicazione tra gli uffici di Roma, lo sviluppo di mobile app tematiche e la diffusione di connettività wi-fi nelle piazze cittadine di Lecce, sono solo alcune tra le iniziative su cui l’Osservatorio intende puntare i riflettori, alla ricerca di modelli operativi unificanti e replicabili che non si limitino a descrivere l’adozione di soluzioni tecnologicamente avanzate, ma che diano conto delle complessità organizzative retrostanti, e della corretta programmazione delle risorse nazionali e regionali necessarie per garantirne la sostenibilità.


Proprio l’esigenza dei Comuni italiani di ricondurre gli obiettivi di innovazione ai Piani di sviluppo che costituiscono parte integrante dei bilanci redatti dalle amministrazioni, unitamente alla necessità di ridurre l’elevata complessità delle procedure di accesso ai finanziamenti, è tra le criticità che l’Osservatorio intende indirizzare, attivandosi sul piano nazionale per tradurre i modelli individuati di Smart City in strategie percorribili per intervenire concretamente sulla vita urbana.
Componente molto importante di tali strategie, sarà la prioritizzazione degli interventi e l’individuazione di tutti gli stakeholder ed i player di rilievo che operano, già oggi, nell’ambito di progetti “smart”: ciò permetterà di armonizzare intervento pubblico ed iniziativa privata, in particolare in quelle città poste in regioni ad Obiettivo Convergenza.

L’Osservatorio intende supportare tale integrazione, prevedendo modalità differenziate di partecipazione che contemplano la possibilità da parte di imprenditori, ricercatori o semplici appassionati di assumere il ruolo di sostenitori e contributori all’iniziativa stessa. Migliorare le forme di partenariato col privato appare - peraltro - l’unica via percorribile, sia per le prevedibili ristrettezze economiche causate dalla crisi finanziaria internazionale, sia per l’evidente gap di competenze tra pubblico e privato - ulteriormente aggravato da limitazioni al turnover e ricorso all’outsourcing.

Qualche dato: sono 25mila le persone impiegate nell’Ict delle amministrazioni centrali ma solo la metà di essi lavora a tempo pieno; la loro età media supera i 50 anni. La situazione è insostenibile per un settore che a livello urbano, come a livello centrale, deve dare valore a nuove competenze e professionalità, capaci di innovare i processi e assicurare coerenza d’azione sul piano tecnologico e amministrativo.
Le persone come veicolo di innovazione quindi, ed in particolare i tecnici, incaricati di efficientare e manutenere il parco tecnologico, e di supportare gli amministratori nel dare visione e prospettiva a sistemi tecnologici sempre più integrati con i diversi aspetti del vivere urbano, dalla mobilità all’illuminazione pubblica. Con l’Osservatorio, l’Anci intende costruire una vera e propria mappa degli skill a disposizione delle amministrazione pubbliche, massimizzandone valore ed accessibilità, ed evidenziando carenze significative nelle competenze che il settore pubblico è in grado di mettere in campo.
Le prossime tappe dell’attività dell’Osservatorio Anci contempleranno la redazione di linee guida per l’identificazione e la definizione delle smart city italiane, e la raccolta di input politici per individuare le priorità di intervento sul piano locale, nazionale ed europeo.

In vista dell’imminente periodo di programmazione dell’Unione Europea, che avrà attuazione a partire dal 2014, l’Osservatorio intende infatti promuovere e facilitare la partecipazione delle città italiane a reti e partenariati europei in tema di innovazione, oltre ad estendere lo scopo delle proprie attività di monitoraggio e supporto a nuove realtà territoriali. L’Anci presenterà l’Osservatorio mercoledì 31 ottobre, nel corso dello Smart City Exhibition in programma a Bologna.
 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 29 Ottobre 2012

TAG: smart city, osservatorio smart city anci, agenda digitale

SCARICA L'APP PER IL TUO
SMARTPHONE O TABLET
App Store App Store