L'automotive scalda il motore IT

MOBILITY

L'industria dell'auto soffre la recessione. Ma l'informatica può aiutare la ripresa

di Patrizia Licata
La crisi che l’economia globale si trova ad attraversare costringe l’industria automobilistica a cambiare per adeguarsi ai tempi. “I mercati rallentano, le necessità dei consumatori si modificano, i governi premono su politiche sempre più attente all’ambiente e al risparmio di energia e le aziende dell’automotive devono saper affrontare nuove sfide”, sottolinea Thilo Koslowski, research vice president di Gartner. La società di ricerche  indica quattro settori chiave su cui le aziende automobilistiche possono investire per rispondere con successo alle richieste di un mercato che cambia. Denominatore comune delle strategie da adottare: la tecnologia. Sarà indispensabile per portare l’industria dell’auto nel futuro vincendo la crisi. Innanzitutto, la tecnologia aiuterà ad affrontare il rallentamento sui mercati maturi e a guidare l’espansione in quelli emergenti. “La recessione globale ha portato a un forte calo delle vendite nei mercati dell’auto più maturi. Qui sarà fondamentale il ruolo della tecnologia per produrre in modo più flessibile, adeguarsi all’andamento della domanda e organizzare la produzione in maniera più agile. Nei mercati emergenti, invece, si aprono ampie opportunità di vendita.

Gartner suggerisce investimenti in tecnologie incentrate sulle tematiche tradizionali della gestione del ciclo produttivo”. Secondo punto su cui lavorare: la sostenibilità. “L’industria dell’automotive avrà un ruolo chiave nello sviluppo, nell’utilizzo e nell’offerta di soluzioni di mobilità e trasporto sostenibile”. Gli investimenti delle aziende dovrebbero dirigersi verso le tecnologie di alimentazione alternative, come le batterie per le auto elettriche, ma anche sulle soluzioni di gestione dell’energia onboard e offboard, come servizi di comunicazione dati per trovare le stazioni più vicine dove “ricaricare” l’auto.
Altra parola d’ordine, la convergenza digitale: i consumatori sono sempre più abituati a device che li collegano sempre e ovunque e si aspettano che anche la loro automobile permetta di mandare e ricevere dati, ovvero che sia connessa alla Rete in modalità “always-on”. Gartner prevede che l’automobile diventerà la piattaforma di tecnologia mobile preferenziale che collegherà il conducente al mondo esterno per permettere la creazione e l’utilizzo di informazioni dinamiche. “Gli investimenti IT dovranno concentrarsi sulle soluzioni di connettività wireless, sulle reti di telecomunicazione, sui servizi Gps, sull’aggregazione e analisi dati”, affermano gli analisti. Sarà un know-how tecnologico che le case automobilistiche dovranno in parte costruirsi in-house, in parte acquisire tramite collaborazioni con partner esterni. Ma attenzione: puntare solo sul business delle auto sarà un errore.

“Anche se la necessità di spostarsi con mezzi privati continuerà ad alimentare la domanda di automobili, i produttori devono espandere il loro business model creandosi altre fonti di reddito”, ammonisce Gartner. Come? Cercando partnership con industrie di settori vicini: dalle compagnie dell’energia a quelle dell’elettronica passando per le media company. Il tutto sempre nell’ottica di offrire un prodotto completo per un pubblico sempre più esigente. Come a dire, non chiamatela solo auto.

28 Settembre 2009