La sirena del Web 2.0 "canta" anche per le aziende italiane

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Uno studio di Adobe rileva una crescita della consapevolezza delle opportunità offerte al business dalle procedure digitali. E le imprese sono pronte ad investire, nonostante la crisi

di Federica Meta
Le aziende italiane sono sempre più digitali e Web 2.0 oriented. A rilevarlo l’ultima ricerca di Adobe secondo cui cresce la consapevolezza sulle opportunità offerte dal Web 2.0 per il business, che - unita alla riduzione dei costi, all’efficienza dei processi e all’adeguamento normativo - si conferma leva strategica che traina l’innovazione delle imprese italiane
“L’automazione dei processi documentali-Percezione e orientamenti delle aziende italiane” - questo il titolo dello studio - ha coinvolto un campione di 50 aziende italiane e ha rivelato, nello specifico, che il 21% delle imprese ha già portato a termine investimenti nell’automazione dei processi documentali, il 15,6% ha pianificato progetti tecnologici in quest’area nei prossimi 12-18 mesi e una quota maggioritaria del campione (23%) è intenzionato a investire entro un anno e mezzo.

La propensione a innovare è legata ad alcuni fattori comuni quali l’attenzione ai costi per rendere meno dispendiose alcune attività, la revisione virtuosa dei processi per accrescere l’efficienza dell’intero workflow e la necessità di adeguarsi ai cambiamenti normativi. A questi va aggiunto un elemento chiave, ovvero il valore che i processi documentali potrebbero assumere se integrati con un’ottica 2.0. “La diffusione del Web anche nel mondo enterprise sta evidentemente accelerando la cultura del document sharing come strumento di lavoro quotidiano, con un conseguente aumento dell’attenzione verso soluzioni tecnologiche avanzate di gestione documentale”, si legge nell’indagine.

Ma non si innoverebbe senza aver chiarito lo scopo che l’impresa intende raggiungere. L’importanza assegnata all’investimento “innovativo” infatti è fortemente condizionata dall’obiettivo atteso da un progetto di automazione dei processi documentali: in una classifica stilata da 1 (massima priorità) a 7 (minima priorità), le aziende attribuiscono il massimo valore all’efficienza, la semplicità e l’efficacia delle procedure (3,30), alla conformità normativa (3,60) e alla riduzione dei costi e la protezione dei documenti (4,20).
“La necessità di aumentare l’efficienza, migliorare la produttività e favorire le relazioni interne ed esterne spinge le imprese italiane a ottimizzare i processi di business, evolvendo verso workflow completamente digitali - puntualizza Giuseppe Verrini, Ad di Adobe Systems Italia – Le aziende sono sempre più attente alle tecnologie in grado di accelerare il raggiungimento dei propri obiettivi di business, soprattutto se utilizzate in modo integrato e in una logica 2.0. L’automazione dei processi documentali può contribuire infatti in misura significativa al raggiungimento dei livelli di sicurezza e di servizio adeguati, dei requisiti di compliance e di efficienza operativa, aspetti oggi assolutamente stringenti per le aziende italiane per il successo del proprio business”.

Una parte importante della ricerca fa il punto sui settori merceologici più sensibili all’implementazione di progetti di automazione del workflow aziendale: la Pubblica amministrazione e l’industria sono spinte a credere nell’automazione di processo dalla necessità di un’automazione di base; il comparto Finance e hi-tech da un obiettivo di R&D e il settore Retail da un’esigenza di gestione della supply chain.
All’interno della stessa organizzazione ci sono poi alcuni uffici o dipartimenti si rivelano più attenti all’automazione documentale sui cui si concentrano prioritariamente gli investimenti. In cima alla graduatoria si colloca l’area amministrativa, seguita da quella degli acquisiti e delle vendite/marketing, mentre HR, area legale e R&D sono quelle a più basso potenziale di crescita.
“Tuttavia, nonostante i numerosi influenzatori e soggetti direttamente coinvolti – puntualizza la ricerca - il ruolo chiave nelle decisioni di investimento è giocato dal top management che, nella persone dell’Ad (33%), del Cio (24%) e del direttore finanziario (17%), detiene il potere di confermare o bloccare l’acquisto di questo tipo di soluzioni”.

Il quadro delineato nel corso dell’indagine è dunque quello di uno scenario in crescita e con prospettive di sviluppo nel medio termine, caratterizzato da importanti segni di dinamismo e fiducia nonostante la prudenza determinata dalla congiuntura economica. “Nei prossimi anni l’andamento nel campo dell’automazione del workflow sarà positivo – prevede Adobe -. Gli elementi che faranno da traino per una maggiore automazione dei processi documentali saranno la volontà di avviare iniziative specifiche - in particolare correlate a progetti di fatturazione elettronica, gestione digitale della contrattualistica e del cedolino elettronico - la crescita del web come infrastruttura tecnologica e soluzioni verticalizzate per settori merceologici”.

06 Ottobre 2009