Ibm, il buyback sale a 9,2 miliardi di dollari

MERCATI

L'azienda ha potenziato il programma di riacquisto di azioni proprie mettendo sul piatto altri 5 miliardi

di Patrizia Licata
Se c’è una cosa che non manca a Ibm è il contante. Una riprova della sua capacità di tirar fuori cash, nonostante la crisi abbia bloccato la crescita del fatturato, è la decisione di Big Blue di potenziare il suo programma di buyback di 5 miliardi di dollari.

L’annuncio dato oggi porta il totale della somma messa a disposizione dall’Ibm per il riacquisto di azioni proprie a 9,2 miliardi, ma l’azienda di Armonk ha in mente di chiedere ancora più contanti alla riunione del cda di aprile 2010. L’Ibm dice di aver speso 73 miliardi di dollari in dividendi e buyback dal 2003.

Il riacquisto di azioni proprie è una leva che le aziende usano per raggiungere i loro obiettivi di guadagno, visto che aumentano il valore dei titoli rimasti riducendone il numero. E i target di guadagno che l’Ibm ha fissato sono aggressivi: Big Blue ha alzato due volte quest’anno la sua previsione per i profitti 2009, con grande sorpresa degli investitori, visto che il revenue è in discesa dall’anno scorso.

Un modo in cui il colosso di Armonk spreme più profitti nonostante la diminuzione delle vendite è adottando il software per l’automazione di alcune attività e concentrandosi su progetti come la rete elettrica “smart”, che offrono più ampi margini di profitto. Attualmente le previsioni Ibm sui guadagni per azione sono di almeno 9,85 dollari quest’anno, mentre per il 2010 il target è di 10-11 dollari per share, e Big Blue è convinta di poter raggiungere l’obiettivo. L’azienda ha chiuso il terzo trimestre 2009 con 11,5 miliardi di dollari di cash. Il flusso di cassa libero, segno della capacità di generare ulteriore contante, è di 3,4 miliardi, contro 1,3 miliardi del terzo trimestre 2008. Tutto il contrario per il revenue: negli ultimi nove mesi è sceso di quasi l’11% rispetto a un anno fa.

28 Ottobre 2009