Cloud computing: verso il modello "flat"?

REPORT

Indagine Colt: il 73% dei manager italiani si dice scettico sull'affidabilità dei nuovi servizi. E sul pricing l'abbonamento vince sul pay per use

di Federica Meta
La sicurezza ostacolo all'adozione del cloud computing. E' quanto emerge da una ricerca di Colt: nello specifico il 68% dei Cio intervistati indica la sicurezza come principale impedimento all'adozione dei servizi di cloud computing.  Questa preoccupazione è risultata particolarmente elevata in Italia, con il 73% dei Cio italiani che evidenzia come la sicurezza sia il fattore che considerano come la principale barriera all'adozione dei servizi cloud.

Nel report è inoltre emerso che prestazioni e affidabilità dei servizi di cloud computing sono visti come elemento di preoccupazione dal 58% degli intervistati, mentre il 47% ha osservato che la mancanza di trasparenza sui modelli di pricing potrebbe arrestare l'adozione dei servizi cloud. In realtà, il timore di essere "vincolati" a un servizio di cloud computing sembrerebbe indicare una preferenza verso modelli di pricing basati su una forma di abbonamento.

Il maggior incentivo all'accelerazione dell'adozione dei servizi cloud è dato dall'esigenza di accedere a dati e sistemi da qualsiasi località, mentre fattori come riduzione dei rischi (62%), e innovazione(57%) sono anch'essi emersi come problemi aziendali importanti. La metà degli intervistati (50%) sostiene che l'hosting dell'e-mail e la capacità di effettuare il backup dei dati critici sia il servizio più usato/apprezzato che il cloud computing può agevolare, mentre un ulteriore 40% identifica nell'accesso alle applicazioni finanziare e di gestione delle retribuzioni, nonché alle applicazioni desktop, il principale vantaggio derivante dall'uso dei servizi di cloud computing.

Anche se il cloud computing è ancora agli albori, i principali vantaggi che offre sembrano essere ampiamente compresi. Il 48% dei CIO intervistati ha dichiarato di ritenere che il maggior vantaggio dei servizi di cloud computing sia la riduzione dei costi. Il 21% crede che l'obiettivo principale sia il fatto che le società non devono possedere i propri data centre, mentre il 19% è consapevole che si tratti di un servizio che consente alle aziende di crescere per soddisfare gli obiettivi di business.
In Italia il 90% dei Cio e dirigenti di pari livello si aspetta un aumento dell'adozione dei servizi cloud nei prossimi 12 mesi, mentre il 48% prevede di spendere dal 21 al 40% degli investimenti IT complessivi per l'adozione del cloud. In Italia è stato inoltre rilevato il più alto tasso di adozione di questi servizi.

"La ricerca ha identificato nella sicurezza la principale fonte di preoccupazione per i Cio che valutano l'adozione dei servizi di cloud computing - spiega Maggy McClelland, Managing Director di Colt Managed Services Molti clienti ricercano una relazione più stretta e trasparente con i fornitori di questi servizi al fine di limitare il rischio. I clienti sono giustamente preoccupati di continuare ad essere proprietari e responsabili dei propri dati quando utilizzano i servizi cloud. È quindi compito dei fornitori di servizi cloud fare in modo che i loro clienti siano fiduciosi e bene informati sui servizi di cloud computing, sulla sicurezza e sulla proprietà dei dati. Più trasparenza e un maggior dialogo con i clienti svolgeranno un ruolo significativo nel rispondere alle reali preoccupazioni riguardanti sicurezza, prestazioni ed affidabilità di questa tipologia di servizi  e questo è un aspetto essenziale se si vuole che l'evoluzione del settore sia accompagnata da credibilità".

Nell'ambito di questo dialogo, Colt ha accolto con favore la recente pubblicazione di Enisa (European Network and Information Security Agency) intitolata: Cloud Computing: Benefits, risks and recommendations for information security. Nel documento sono inclusi indicazioni e suggerimenti pratici e dettagliati sull'approccio ai vantaggi e ai rischi del cloud computing per la sicurezza delle informazioni.

11 Dicembre 2009