Océ pronta a risalire la china dopo un 2009 horribilis

STRATEGIE

Per la filiale italiana il primo trimestre fiscale 2010 si è chiuso all'insegna della ripresa delle vendite e delle commesse. Ronzoni: "Entro maggio raggiungeremo gli obiettivi prefissati per l'intero anno"

di Gian Carlo Lanzetti
2010 al rialzo per Océ Italia che ha archiviato il primo trimestre fiscale (a febbraio) in forte ripresa rispetto alle performance del 2009. I dati non sono stati ufficialmente resi noti ma questa mattina Maurizio Ronzoni, business unit manager della divisione Production Printing della filiale italiana ha annunciato che "a fine febbraio tutte le commesse pianificate per l'intero esercizio sono già andate a buon fine". Un risultato che consentirà di mettere a segno già entro maggio i risultati di fatturato attesi per l'intero 2010. Dopo un 2009 horribilis -  la crisi economica mondiale ha duramente colpito il settore della stampa professionale - che per Ocè Italia ha significato un calo del 16% delle vendite (del 9% a livello di gruppo) si va verso la ripresa. La filiale nazionale ripetto alla casa madre è però riuscita a conservare un gross margin del 2,2%. “Non è molto - ha sottolineato Ronzoni - ma le vicissitudini non hanno permesso di fare meglio. Tutto sommato possiamo ritenerci fortunati perché a livello di gruppo il calo nei ricavi del 9% si confronta con un decremento medio settoriale del 18%. Come a dire che tutti i maggiori competitor hanno fatto peggio”. Il manager ne ha ricordati alcuni: Seiko -13%, Lexmark (-13%), Hp (-14%), Xerox (-14%), Minolta (-19%), Canon (-22%) e Ricoh (-25%). “Noi abbiamo potuto contenere i danni - ha aggiunto Ronzoni – per una ragione molto semplice: realizziamo circa il 60% dei nostri ricavi dai servizi che come noto hanno un andamento più equilibrato rispetto alle vendite”.

Ocè, una company autonoma seppur controllata da Canon all’85%, è dunque pronta a risalire la china. Come? La strategia l’ha spiegata Geert Rongen, Ad olandese di Ocè Italia: “Il fattore che sta in cima alle nostre preoccupazioni di ieri e di oggi – ha precisato - si chiama innovazione. Noi puntiamo tutto sull'innovazione e quindi sulla superiore qualità dei nostri prodotti e servizi, ma anche sull'innovazione della nostra organizzazione e del nostro posizionamento nei confronti dei clienti. Spendiamo l’8% del nostro revenue, pari a 2,8 miliardi di dollari nel 2009, in ricerca & sviluppo ma per venire incontro alle esigenze dei clienti ci siamo integrati con Canon per una proposition a 360 gradi e abbiamo investito nell’outsourcing dei servizi documentali, con grande soddisfazione per noi e i clienti che si rivolgono al nostro servizio. In queste direzioni continuarono a muoverci”.
Gian Carlo Lanzetti

23 Marzo 2010