Saas, Italia divisa fra benefici e costi

ANALISI

Solo il 21% delle imprese ha registrato un calo dei costi nella gestione delle licenze. Più "amata" la virtualizzazione di cui si fida il 46% delle imprese che ha già investito su cloud & co

di Federica Meta
Le aziende italiane ancora poco informate sui benefici di virtualizzazione e Software-as-a-Service (SaaS) possono offrire in termini di gestione e costi delle licenze. È la fotografia scattata da un’indagine effettuata da Vanson Bourne su 100 imprese per conto di SafeNet, provider di soluzioni per la sicurezza aziendale e per la gestione dei diritti software.

A generare più dubbi fra virtualizzazione e SaaS è sicuramente il secondo: se per il 37% di chi ha già adottato il software “on-demand” è più semplice gestire applicazioni e software, solo il 21% ritiene di aver beneficiato di una riduzione nei costi delle licenze. Al contrario il 46% di chi ha già virtualizzato o prevede di virtualizzare si aspetta una decisa riduzione dei costi di licensing, e il 32% una migliore visibilità su dove risiedano le licenze e chi siano gli utenti che stanno utilizzando le licenze stesse.

“Lo studio mostra come il problema della gestione delle licenze sia sentito in Italia e conferma come le aziende siano alla continua ricerca di strumenti che aiutino a semplificare tale gestione oltre a ridurre i costi associati – spiega Marco Costa, Territory Sales Manager di SafeNet Italia -. Le soluzioni di SafeNet per la gestione dei diritti software aiutano gli Indipendent Software Vendor a offrire nuovi modelli di licensing che rispondono al meglio alle esigenze dei loro clienti”.

Per le imprese italiane, comunque, la flessibilità delle licenze rappresenta un requisito chiave al momento dell’acquisto di un software: il 93% del campione ha dichiarato che è da “abbastanza” a “molto” importante. Del resto, per utilizzare al meglio il software, le aziende intervistate chiedono: funzionalità per l’uso simultaneo di più utenti (62%), possibilità di accedere alle applicazioni in movimento (42%), e accesso alle applicazioni offline (36%).

Per quanto riguarda il numero di aziende che hanno già investito in SaaS, la ricerca rileva che lo ha fatto il 52% del campione il 28% ha scelto forme ibride di SaaS e on-premises, ovvero software installato sulle macchine e il 38% prevede di farlo. Mentre solo un 10% preferisce ancora adottare solo soluzioni on-premises.

In merito ai vantaggi offerti dall’adozione di software on-demand, al primo posto svetta la semplificazione nella gestione delle licenze (37%) seguita da una migliore visibilità di dove le licenze risiedono e chi le sta usando (29%). Tra gli svantaggi vi sono maggiori difficoltà a gestire la sicurezza (19%) e i costi del software (13%). Più positive sono invece le aspettative di chi non ha ancora implementato servizi Saas: il 33% infatti prevede una riduzione dei costi delle licenze.

Ma a fare la parte del leone è la virtualizzazione. Solo il 13% sembra non essere interessato alla virtualizzazione, soprattutto perché non la ritiene necessaria alla propria azienda. Il 31% degli intervistati invece ha già implementato almeno una soluzione di virtualizzazione, il 45% prevede di farlo e l’11% addirittura spera di poter virtualizzare tutto.

“Lo studio condotto da SafeNet dimostra che il 52% degli utenti finali sta già utilizzando servizi Saas e più del 76% sta pianificando di virtualizzare o ha virtualizzato, in parte o totalmente, la propria infrastruttura IT- conclude afferma Pete Wesche di Gartner -.Questo significa che i software vendor che non hanno ancora adottato una strategia di licensing che possa adeguarsi a questa nuova realtà dei fatti, ne potrebbero soffrire. Inoltre, i software vendor che non hanno ancora investito in una soluzione di licensing che abiliti l’autorizzazione e il controllo delle loro applicazioni in ambienti virtuali vedranno ridursi il mercato di riferimento e crescere la percentuale di abusi delle licenze”.

06 Aprile 2010