Draghi: "Innovare di più nelle imprese e nella PA"

BANCA D'ITALIA

Il Governatore della Banca d'Italia: "Ancora pochi i settori che fanno uso di tecnologie Ict; scarsa diffusione dei nuovi paradigmi tecnologici". Ok alla riforma Brunetta: assenteismo ridotto del 27%

di Alessandro Castiglia
Per reagire la crisi, bisogna portare più innovazione sia nel sistema produttivo italiano sia nella macchina della pubblica amministrazione: l’innovazione come volano della crescita economica è uno dei tempi affrontati oggi dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi nelle sue “Considerazioni Finali” lette in occasione dell’Assemblea ordinaria dei Partecipanti. Argomenti poi ribaditi con maggior dettaglio nel volume della Relazione Annuale che accompagna le “Considerazioni”.

Draghi non ha mai parlato esplicitamente di ICT, ma nella Relazione Annuale si osserva come la scarsa penetrazione dell’Ict sia un handicap per le imprese italiane così come, pur promuovendo le linee della Riforma Brunetta, si rileva che, a fronte degli obiettivi della riforma della Pubblica Amministrazione, “le prassi di funzionamento delle diverse strutture amministrative non sono state riordinate”.

Le imprese
“La performance di crescita dell’Italia rimane peggiore di quella della maggior parte dei principali paesi sviluppati - si legge nella Relazione - Pesa su tali dinamiche una struttura produttiva concentrata in attività con basse opportunità di crescita, frammentata e in parte in ritardo nell’assorbimento dei nuovi paradigmi tecnologici”.

Sui mercati internazionali, l’Italia è specializzata in settori che hanno fatto registrare, nel corso del decennio, una dinamica delle vendite inferiore alla media. La correlazione semplice tra un indice di specializzazione e la crescita delle esportazioni dai paesi OCSE in 25 settori della manifattura è negativa per l’Italia (-0,48), mentre è positiva per la Germania (0,29), la Francia (0,15), il Regno Unito (0,21) e gli Stati Uniti (0,31). “In Italia, sono più bassi i pesi dei settori tecnologicamente avanzati e di quelli che fanno un uso intenso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La ridotta dimensione media delle imprese rende difficile sostenere gli elevati costi fissi dell’attività innovativa e di internazionalizzazione”.

Il recupero di standard di crescita in linea con quelli dei principali paesi europei “appare condizionato al rafforzamento del processo di ristrutturazione del sistema produttivo e di riallocazione delle risorse verso settori e imprese con maggior potenziale di espansione”.

La Pubblica Amministrazione
Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, Draghi ha osservato che “la gestione del turnover nel pubblico impiego e i tagli alle spese discrezionali dei ministeri recentemente decisi dal Governo devono fornire l’occasione per ripensare il perimetro e l’articolazione delle amministrazioni, per razionalizzare l’allocazione delle risorse, riducendo sprechi e duplicazioni tra enti e livelli di governo. Occorre un disegno esteso all’intero comparto pubblico, che accompagni le iniziative già avviate per aumentare la produttività della pubblica amministrazione attraverso la valutazione dell’operato dei dirigenti e dei risultati delle strutture”.

Nella Relazione si osserva che “la recente riforma della Pubblica amministrazione mira ad accrescerne l’efficienza soprattutto attraverso l’informatizzazione delle attività, la valutazione dei risultati e la valorizzazione del merito. All’innalzamento dei livelli di efficienza nella Pubblica amministrazione è finalizzato il percorso di riforma in corso che poggia su tre principali pilastri: contrasto all’assenteismo; introduzione di meccanismi, anche giudiziali, di controllo esterno all’efficacia e alla correttezza dell’azione amministrativa; rafforzamento dei controlli interni”.
Tuttavia si osserva che “mancano invece al momento azioni di riordino delle diverse strutture amministrative e delle loro prassi di funzionamento”.

Quanto alle iniziative contro l’assenteismo, Bankitalia stima che sulla base di proprie elaborazioni di dati Istat che i provvedimenti di Brunetta abbiano “determinato una riduzione del 27% dell’incidenza degli episodi di assenza per malattia nel settore pubblico al netto dei comparti relativi a sanità e istruzione, mentre non si riscontrano significativi aumenti nelle voci relative ad altre tipologie di assenza.

Viene inoltre osservato che “gli andamenti registrati durante il temporaneo ripristino di fasce di reperibilità di quattro ore, avvenuto nel secondo semestre del 2009, hanno evidenziato la rilevanza dell’ampiezza delle fasce per la riduzione delle assenze”. “Promesse” anche l’azione collettiva contro le pubbliche amministrazioni che “non ha carattere risarcitorio, ma consente di imporre alle amministrazioni l’adozione di misure idonee a rimuovere le violazioni accertate” e il nuovo sistema dei controlli interni.

Il commento di Brunetta
Il ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha espresso “ apprezzamento” per le Considerazioni finali del Governatore della Banca d’Italia. “ Si tratta di un importante riconoscimento per l’azione di modernizzazione fin qui avviata e in particolare per le disposizioni della Riforma Brunetta che dettano regole per assicurare la valutazione del personale e delle amministrazioni, la selettività nella distribuzione delle risorse premiali, la trasparenza totale nonché per affermare il ruolo dei dirigenti e per evitare gli eccessi che hanno segnato la contrattazione collettiva nei due decenni appena trascorsi.
“Le parole del Governatore - osserva ancora Brunetta - esprimono il consenso a una Riforma che, attraverso l’attuazione del ciclo di gestione della performance, consentirà alle amministrazioni di dotarsi degli strumenti necessari per migliorare i servizi e la qualità del lavoro dei propri dipendenti e al contempo tenere sotto controllo la spesa pubblica. Il decreto legislativo 150/2009 offre alle amministrazioni un’opportunità di definizione chiara degli obiettivi che permette di passare dal taglio indiscriminato al taglio intelligente, che preserva la qualità dei servizi e che rafforza il patto con i cittadini attraverso le misure di trasparenza. Proprio perché la gestione della performance è un processo di trasformazione per le Pubbliche amministrazioni, la sua implementazione è ancor più necessaria in momenti di crisi”.

31 Maggio 2010