Cloud computing, per le Pmi uno "sconosciuto"

IL REPORT

Gfi Software: il 62% dei decision maker aziendali non ha mai sentito parlare della nuvola. Scott: "Il mercato è confuso dalla terminologia. Se la situazione non cambia ci vorranno anni prima che le imprese raccolgano i benefici"

di Federica Meta
I vendor di software IT sopravvalutano la comprensione e la considerazione del cloud computing da parte delle piccole e medie imprese. A rilevarlo la ricerca “The 2010 Gfi Software Sme Technology Report” condotta fa Gfi Software, che ha censito 250 Pmi. Il livello di comprensione della terminologia legata al cloud computing è considerevolmente inferiore nel settore aziendale rispetto al settore della sicurezza IT – il 62% dei senior decision maker aziendali non ha mai sentito parlare di cloud computing – e il 24% dei professionisti IT non ha mai sentito parlare di cloud computing o non ne comprende il significato. Al contrario, solo il 15% e l’11% dei decision-maker aziendali non ha sentito parlare rispettivamente di managed service o hosted service. Considerando che a livello concettuale questi termini sono praticamente sinonimi di Cloud Computing, sembra venga posta eccessiva enfasi sulla terminologia, e non abbastanza sugli elementi base dei servizi basati su cloud.

“Il mercato sembra essere confuso dalla terminologia gergale e dai sinonimi ed essere suscettibile all’allarmismo generato dai provider on-premise – spiega Walter Scott, Ceo di Gfi -. A meno che questi trend non vengano modificati, ci vorranno ancora molti anni prima che le Pmi raccolgano i benefici del cloud computing”.
Per quanto riguarda la sicurezza la ricerca ha rilevato inoltre che il principale svantaggio del Cloud Computing percepito – cioè il rischio elevato di sicurezza – non è confermato dalla realtà, dal momento che la sicurezza è stata citata come l’ostacolo principale all’adozione del Cloud da solo il 12% delle imprese.
I vantaggi derivanti dall’adozione del cloud computing sono stati particolarmente sorprendenti secondo la ricerca: delle aziende che hanno finora trasferito i servizi su Cloud, il 16% ha riscontrato un pieno ritorno sugli investimenti (Roi) in meno di sei mesi, e una grande maggioranza ha riportato di avere ottenuto Roi completi in meno di un anno.
“Nonostante i costi iniziali vengano citati come il fattore principale a sfavore dell’adozione di cloud computing - per il 44% delle Pmi che non le adotta rappresenta il motivo principale - un ritorno sugli investimenti completo e in tempi rapidi è stato riscontrato da parte delle Pmi che hanno trasferito i loro servizi su cloud, dimostrando che la fiducia nel cloud computing è giustificata ma non sufficientemente perseguita”, puntualizza Scott.

La ricerca focalizza anche la diffusione della nuvola. L’86% delle aziende da 100 a 249 dipendenti ha implementato o sta attualmente implementando una tecnologia di Cloud Computing, ma solo il 69% delle aziende da 10 a 99 dipendenti, e il 39% delle aziende con meno di 10 dipendenti, dichiara di stare attualmente implementando o di avere intrapreso una soluzione di questo tipo.
Il 44% delle aziende che hanno deciso di non implementare soluzioni di cloud computing, cita come motivo principale i costi eccessivamente elevati; tuttavia il costo ridotto è visto al contempo come il secondo vantaggio principale percepito nei confronti del nuovo modello. Il 43% degli intervistati che ha scelto di non implementare soluzioni di Cloud Computing, prenderebbe in considerazione questa soluzione se le condizioni e i termini di pricing dei vendor fossero migliori, mentre il 40% prenderebbe in considerazione tale opzione se i contratti fossero meno restrittivi.

Infine, l’approccio ibrido nell’implementazione di determinate applicazioni sia in modalità on-premise sia in the cloud, a seconda delle necessità particolari o della natura dell’azienda, sta ottenendo crescente trazione. “Sempre più organizzazioni, indipendentemente dalle dimensioni, stanno chiedendo all’IT maggiore flessibilità. Le Pmi non dovrebbero essere limitate in maniera rigida a tecnologie on-premise o in modalità hosted, ma dovrebbero avere invece entrambe le opzioni a seconda delle rispettive necessità – conclude Scott -. La domanda sta costantemente crescendo; esiste quindi una grande opportunità per i vendor che possono offrire possibilità di scelta e consentire alle Pmi di massimizzare il loro potenziale ritorno sugli investimenti”.

01 Giugno 2010