Ict anti-crisi, via al progetto Ue

SISTEMI

Il Forecasting Financial Crises fornirà a governi e banche una serie di sistemi informatici in grado di prevenire collassi finanziari e scongiurare l'effetto domino

di Federica Meta
La tecnologia a servizio della “prevenzioni” delle crisi economiche. La Commissione europea investirà in un progetto di ricerca volto ad elaborare nuovi indicatori di rischio sistemico da impiegare in “sistemi di allerta precoce” che segnalerebbero preventivamente ai governi e agli istituti bancari l’imminenza di crisi finanziarie, affinché questi prendano rapidamente misure per impedirne la propagazione.

I lavori di ricerca sono stati avviati nel settembre 2010 e termineranno nel 2013 per un costo complessivo di 2,48 milioni di euro. La Commissione contribuirà con 1,8 milioni di euro provenienti dal bilancio per la ricerca sulle Ict del Settimo programma quadro 2007-2013.

Nello specifico con il Forecasting Financial Crises” (“Prevedere le crisi finanziarie”) - questo il nome del progetto - ricercatori di università italiane, spagnole, svizzere e britanniche, assieme ad esperti della società Yahoo! e della Banca centrale europea, studieranno il modo in cui i complessi sistemi di informazione e transazione digitale, strettamente interconnessi, espongono gli istituti finanziari a rischi sistemici.

Basandosi su un nuovo approccio multidisciplinare di ricerca, il progetto analizzerà il complesso sistema mondiale di operazioni finanziarie svolte elettronicamente e condurrà ricerche su Internet per monitorare l’intensificarsi dei rischi che minacciano il sistema finanziario e l’economia in generale. “Concentrandosi sui rischi sistemici derivanti dai sistemi di informazione e transazione digitale strettamente connessi fra di loro - spiega Neelie Kroes, commissaria europea per l’Agenda digitale - questo nuovo progetto dovrebbe permettere un miglior monitoraggio dei mercati finanziari” .

Oggi gli istituti finanziari sono connessi reciprocamente in una rete complessa di sistemi di transazioni elettroniche. E proprio questa forte interconnessione, in caso di fallimento di un istituto finanziario, provoca il rischio “effetto domino” su altri istituti, per quanto finanziariamente sani.

Gli strumenti informatici e concettuali messi a punto durante la ricerca potrebbero dunque aiutare a sviluppare sistemi di allerta precoce che consentirebbero, se necessario, di prendere misure volte a stabilizzare i mercati finanziari. La ricerca non si concentrerà soltanto sui dati relativi alle transazioni finanziarie, ma prenderà in considerazione anche i dati di ricerca su Internet, quali la frequenza sui motori di ricerca di certe parole chiave relative alla finanza: l’obiettivo è quello di elaborare nuovi indicatori di rischio che possano essere utilizzati dagli organismi incaricati di definire le politiche (la Banca centrale europea, il comitato europeo per il rischio sistemico o il comitato di Basilea sulla vigilanza bancaria, per esempio) per prevenire future crisi finanziarie.

Partecipano al “Forecasting Financial Crises” sei istituti universitari europei: l’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche italiano, l’Università di Oxford, Regno Unito, l’Istituto federale di tecnologia di Zurigo, Svizzera, la Fondazione “Barcelona Media” dell’Università Pompeu-Fabra, Spagna, la City University London, Regno Unito e l’Università politecnica delle Marche, Italia. Yahoo! Research metterà a disposizione dati e la sua competenza in materia di dati di ricerca su Internet. La Banca centrale europea parteciperà al progetto in qualità di consulente.

19 Ottobre 2010