Facebook, in Italia vietato a un dipendente su due

IL REPORT

Secondo il Cisco Connected Report il 52% dei lavoratori non è autorizzato ad accedere al social network. E il 64% chiede un allentamento delle restrizioni

di Federica Meta
Alle aziende italiane Facebook piace poco, almeno quando si tratta di farlo usare ai dipendenti. Secondo il Cisco Connected World Report il 52% dei lavoratori non ha l'autorizzazione ad utilizzarlo e il 36% non può accedere a Twitter. Limitato anche l'uso dell' Istant Messaging: oltre un dipendente su quattro non lo può utilizzare sul posto di lavoro o con dispositivi aziendali e il 26% ha delle limitazioni sull’invio di e-mail personali da dispositivi aziendali e durante le ore lavorative.

Due dipendenti su tre (64%) ritengono che il loro team IT e le loro aziende dovrebbero allentare le restrizioni e consentire l'uso dei social media sia durante le ore di lavoro sia con i dispositivi aziendali, citando l'equilibrio vita-lavoro come una delle principali motivazioni, in particolare perché molti di loro possono lavorare in mobilità, senza limitazioni e aumentando le ore di lavoro e i risultati.

Limitato è inoltre l’utilizzo dei dispositivi personali come iPad e iPhone è limitato. Al 24% dei lavoratori non è permesso utilizzare il proprio iPod al lavoro e al 23% l'uso a lavoro di dispositivi personali come i notebook o i telefonini. La maggior parte degli impiegati (66%) ritiene che dovrebbero essere in grado di connettersi gratuitamente con qualsiasi dispositivo in dotazione - personale o aziendale - e accedere alle applicazioni e alle informazioni di cui hanno bisogno durante tutta la giornata.

Lo studio ha inoltre fatto il punto sulla percezione che i dipendenti hanno delle policy IT delle aziende. Stando ai dati, oltre due terzi è convinto che le policy IT attuate dalle aziende per cui lavorano possano essere migliorate, e almeno due su cinque (il 41%) hanno dichiarato di violarle per poter soddisfare le proprie esigenze di comunicazione.

Lo studio rivela che mentre la maggior parte delle aziende (83%) ha delle policy IT, circa un dipendente su quattro (26%) a livello italiano non è al corrente della loro esistenza. Un ulteriore 26% ha riferito che la propria azienda non ha attuato policy in materia di un utilizzo dei dispositivi. Più della metà degli intervistati non ha idea di quelle che sono le policy IT relative all’utilizzo dei dispositivi o non è al corrente delle loro esistenza.
Tra i dipendenti che hanno dichiarato di conoscere le policy IT aziendali, il 35% afferma che il dipartimento IT non fornisce spiegazioni né chiarimenti sul perché tali policy siano state attuate, cosa che può portare a una maggiore apatia, incomprensione e conformità selettiva.

Tra i lavoratori che invece conoscono le policy IT, circa due su tre pensano che potrebbe essere apportato qualche miglioramento e sono convinti che le policy debbano essere aggiornate per riflettere le reali esigenze e stili di lavoro, trovando ad esempio un compromesso accettabile tra l’utilizzo dei dispositivi, dei social media. della mobilità e della flessibilità lavorativa.
Il 22% tra quelli che trasgrediscono le strategie IT affermano di farlo perché hanno bisogno di specifici programmi e applicazioni per portare a termine la propria attività. Il 17% ha infine affermato di non rispettare le policy perché è convinto che la propria azienda o dipartimento IT non le faranno applicare.
Questa ricerca porta alla luce una questione aperta in molte aziende a livello globale – spiega il report – ovvero la necessità di riesaminare e aggiornare le policy IT per allinearle con la realtà, sempre più diffusa, di una forza lavoro più esigente e desiderosa di essere connessa ovunque, in qualsiasi momento e con qualsiasi dispositivo, nonché di condividere qualsiasi informazione della propria vita lavorativa e personale.

“Mentre la maggior parte delle aziende possiede delle policy IT, i dipendenti non sempre ne sono consapevoli o sono informati su di esse. Per quei dipendenti che ne sono al corrente, le policy non sempre sono considerate aggiornate o adeguate alle reali esigenze di business e di stile di vita, e di conseguenza vengono infrant - spiega Nasrin Rezai, senior director, Cisco Security-.. Il Cisco Connected World Report evidenzia la discrepanza tra IT, dipendenti, e policy. Dal momento che la forza lavoro è sempre più distribuita e la consumerizzazione dell’IT è ormai un fatto assodato nella vita di tutti i giorni, diventa critica l'importanza di aggiornare le policy rendendole adatte a soddisfare le esigenze dei dipendenti, controbilanciando al contempo i rischi per la sicurezza”.

09 Novembre 2010