In Italia software illegali su un Pc su due

INFORMATICA

Bsa-Idc: tasso di pirateria al 49%. Peggio di noi solo la Grecia (58%). Svezia e Belgio virtuosi

di A.C.
In Italia la metà del software installato sui computer di famiglie e aziende è pirata. A darne conto un'indagine realizzata da Business Software Alliance in collaborazione con Idc che rileva un tasso di pirateria del 49%, a fronte del 20% registrato negli Stati Uniti, il 25% del Belgio, il 28% dell'Olanda e il 27% del Regno Unito. In Europa a superare l’Italia solo la Grecia dove i tassi di “pirateria” sfiorano il 60%.

Solo nel nostro Paese una riduzione di questo fenomeno del 10% in quattro anni, creerebbe 7.500 nuovi posti di lavoro, un miliardo di entrate per le case dello stato e quasi 4 miliardi di business per le imprese dell'Ict.

“Il software pirata non è sicuro, può esporre il computer all'infezione di virus, al furto o alla perdita di dati importanti o relativi all'identità dell'utente – spiega Pietro Scott Jovane al Sole 24Ore – e un quarto dei siti che offrono software Windows contraffatto o piratato tentano anche di installare spyware o trojan horse. Il 34% di questi software non funziona, il 65% contiene software aggiuntivo che non fa parte del programma originale e per attivarlo spesso si rende il sistema vulnerabile dal punto di vista della sicurezza”.

Nel mondo – tornando alla ricerca Bsa-Idc – circa quattro software su dieci sono illegali (l'Italia è quindi sopra la media), per un business perso di 51 miliardi di dollari: anche in questo caso riducendo il fenomeno del 10% in quattro anni si creerebbe un indotto di 142 miliardi.

18 Novembre 2010