"Dagli spin off la rinascita digitale dell'Italia"

OSECO

L'Oseco: gli obiettivi di Eu 2020 raggiungibili solo con forti sinergie tra PA, università e imprese. Il presidente Gerace: "La partnership pubblico-privato chiave di volta dell'innovazione"

di Enzo Lima
Come rilanciare la competitività del Paese “onorando” gli obiettivi della strategia Europa 2020 che fa dell’innovazione il perno della crescita economica del Vecchio Continente?
A rispondere a questa articolata domanda ci prova l’Osservatorio sulle Strategie europee per la crescita e l’Occupazione (Oseco) che, proprio ieri, ha chiuso un tavolo di confronto sul tema dove è chiaramente emersa l’imprescindibilità dell’agenda europea nei programmi di sviluppo nazionale; programmi che devono necessariamente tenere conto delle caratteristiche del sistema produttivo, come ricorda Francesco Saverio E. Profiti, responsabile Ict dell’Oseco.

“Guardando alla situazione del nostro Paese, il tener conto dalle specificità socio-territoriali nel processo di innovazione diventa un fattore ancora più determinante – spiega Profiti - In Paesi come il nostro, infatti, il cui tessuto produttivo è caratterizzato da Pmi e dove la capacità produttive sono molto eterogenee, impostare politiche per l’innovazione a livello regionale rappresenta sicuramente un fattore di successo”.
In questa contesto, dunque, quali sono le strategie che possono risultare vincenti per una nuova politica dell’Innovazione in Italia? Come precisa Profiti la chiave di volta è la cosiddetta “open innovation”: le Pmi non hanno risorse a sufficienza per sostenere importanti iniziative di R&S. Diventa dunque fondamentale “aiutare le piccole e medie imprese a rendere sistematico il processo di ricerca all’esterno del contesto aziendale di soluzioni innovative che possano essere ricontestualizzate alla propria specificità produttiva”. Contestualmente serve “sviluppare iniziative di public-private partneship per avviare progetti di innovazione che abbiano una grande valenza sociale e una profittabilità dell’investimento non compatibile con le policy dei venture capital, andando così a complementarli”. Terzo, ma non meno importante punto, riguarda la creazione di sinergie tra vari attori dell’innovazione, con un modello che veda più interazione e partecipazione tra pubblica amministrazione, aziende e università.

E sulla sinergia pone l’accento anche Michele Gerace, presidente Oseco.  “Occorre rafforzare lo spirito innovativo incentivando investimenti privati nella ricerca pubblica attraverso la creazione di nuove entità economiche (spin-off) con l’intento di dare una ricaduta aziendale e produttiva a idee nate dal contesto della ricerca tecnologica".
Investire sull’università e sulla ricerca è dunque un percorso obbligato se si vu rifondare l’economia, e quindi la società, sulla conoscenza, sulla creazione e sul trasferimento di competenze.

24 Novembre 2010