Cloud, per l'Italia "affaire" da 35 miliardi

LO STUDIO

Cebr: 2,4 milioni di nuovi posti di lavoro nei cinque principali paesi Ue. "La nuvola aiuterà a uscire dalla crisi e ad accrescere la competitività"

di Patrizia Licata
Un’adozione su larga scala del cloud computing potrebbe produrre per le cinque principali economie dell’Unione europea benefici economici indiretti complessivi di 280 miliardi di euro entro il 2015 e creare, indotto compreso, fino a 2,4 milioni di nuovi posti di lavoro. Lo afferma uno studio realizzato dal Cebr (Centre for economics and business research) e commissionato da Emc, il colosso del data storage e delle soluzioni It che fornisce anche servizi cloud.

Le aziende attive nel settore sono convinte che il 2011 sarà l’anno del cloud computing, in cui la tecnologia diventerà mainstream, anche se gli esperti mettono in guardia sui suoi effetti “dirompenti” sul business che potrebbero causare forti “delusioni”. "Niente uccide di più un nuovo trend tecnologico di una scarsa user experience", sostiene Damian Saunders di Citrix.

Il cloud trasforma l’information technology in una utility, consumata esattamente come l’elettricità, spiega Chuck Hollis, Cto di Emc. Il cloud computing, hanno dimostrato diversi studi, aiuta le aziende a ridurre i costi dell’It e della bolletta dell’energia. Trasferire i servizi sulla nuvola richiede tuttavia una trasformazione non solo tecnica ma anche culturale.

Il report del Cebr suggerisce che la rapida adozione dei servizi sulla “nuvola” “li renderà gradualmente meno cari, perché si creeranno economie di scala; intanto i servizi diventeranno più maturi". Le stime contenute nello studio sono soggette a elementi variabili, avvertono al Cebr, ma la previsione è che entro il 2015 le cinque maggiori economie dell’Unione europea - Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna – potrebbero produrre ciascuna 177,3 miliardi di euro in più e generare 466.000 nuovi posti di lavoro ogni anno.

In particolare, il Cebr sostiene che l’implementazione diffusa del cloud computing nelle aziende genererà ogni anno, entro il 2015, 49,6 miliardi per la Germania, 37,4 miliardi per la Francia, 35,1 miliardi per l’Italia, 30 per la Gran Bretagna, 25,2 per la Spagna.
Il Cebr ritiene che il cloud computing sarà un importante stimolo per la crescita, la competitività e la creazione di opportunità di business nell’Eurozona. Potrà aiutare la ripresa economica del nostro continente e fornire all’Ue nuove armi per affrontare la concorrenza delle economie emergenti. Il maggior beneficio arriverà dalle cloud private: entro il 2015 il Cebr prevede che 133 miliardi di euro – il 75% del beneficio economico totale di 177,3 miliardi in quell’anno – sarà rappresentato dai modelli di nuvola non pubblici.

Saunders di Citrix avverte però che le aziende dovranno impegnarsi per rendere il cloud computing user-friendly, altrimenti anche le previsioni più ottimistiche, comprese quele del Cebr, non avranno alcun valore.

07 Dicembre 2010