Cloud, per l'Europa volano da 177 mld

IL REPORT

Lo prevedono le stime del Centre for Economics and Business Research. In Italia entro il 2015 benefici per 35 mld se di adotteranno le nuove tecnologie ibride

di Federica Meta
Le maggiori economie europee potrebbero accrescere il loro valore di 177,3 miliardi di euro all’anno entro il 2015, grazie all’adozione del cloud computing. A dirlo il report 2011 del Centre for Economics and Business Research (Cebr), sponsorizzato da Emc, che analizza – primo nel suo genere – l’impatto macroeconomico della nuvola sui cinque principali paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito).

Nello specifico la Francia “godrà” di benefici per 37,4 miliardi di euro, la Germania per 49,6 miliardi, l’Italia per 35,1 miliardi, la Spagna per 25,2 miliardi e il Regno Unito per 30,0 miliardi di euro.

La cifra totale di 177,3 miliardi di euro potrebbe coprire i prestiti già effettuati verso le nazioni maggiormente indebitate della regione, quali ad esempio l’Irlanda (85 miliardi di euro) e la Grecia (110 miliardi di euro), e sarebbe abbondantemente sufficiente a ripagare i tagli alla spesa pubblica recentemente annunciati dal governo britannico, pari a 95,7 miliardi di Euro in quattro anni.

“Lo studio mostra come il cloud computing non sia solamente legato alla prospettiva individuale di migliorare l’efficienza degli investimenti IT di una singola azienda e quindi della sua produttività generale - spiega Oliver Hogan, managing economist del Cebr - Soprattutto in un momento di incertezza economica come quello che stiamo vivendo, il cloud computing avrà un ruolo determinante per la crescita economica dell’intera Europa. Come importante driver per l’aumento della produttività, il cloud computing giocherà un ruolo particolarmente significativo nel garantire la competitività dell’Europa come partner commerciale sul piano internazionale, spingendo la crescita dell’export. Inoltre, grazie alla sua capacità di rendere il ritorno degli investimenti effettuati in IT in tempi rapidi, il cloud computing si rivelerà un driver importante anche per gli investimenti aziendali che, a loro volta, guideranno la crescita delle economie del vecchio continente.”



Il report ha analizzato si è concentrato sui tre principali modelli di cloud computing attualmente esistenti: il cloud pubblico, controllato da un cloud provider; il cloud privato, controllato internamente all’organizzazione dal team IT; il cloud ibrido, una combinazione dei due.

Entro il 2015, secondo il Cebr, 133 miliardi euro, ovvero il 75% del vantaggio economico totale dei 177,3 miliardi di quell’anno saranno generati dal modelli non-public cloud. Il modello private cloud infatti unisce di fatto il meglio dei due mondi: le organizzazioni ottengono i vantaggi di scalabilità, dinamicità, modalità on-demand e self-service del cloud, ma ne mantengono il controllo all’interno del dipartimento IT, in modo che sicurezza e governance non siano compromesse.

Il cloud privato andrà inoltre ad incrementare la generazione e lo sviluppo di business per un valore di 23,8 miliardi di euro. Gli investimenti, sia indiretti sia indotti e la relativa spesa generale, genereranno una maggiore domanda di beni e servizi, che andrà ad aumentare il Gross Value Added (Gva) e l’occupazione all’interno dell’economia. Secondo il Cebr, i vantaggi economici indiretti porteranno ulteriore Gva nei cinque paesi interessati, per un valore complessivo di 280 miliardi di Euro – e 60 miliardi all’anno – entro il 2015, e l’occupazione diretta ed indiretta generata tra il 2010 ed il 2015 potrebbe arrivare alle 2.396.000 unità.

“L’agilità e la competitività intrinseche al cloud privato ed ibrido rappresentano per le aziende europee un’opportunità quanto mai concreta, quella di accrescere il loro vantaggio competitivo ed al tempo stesso di guidare la ripresa economica del loro paese - puntualizza Rainer Erlat, Presidente Emea di Emc - E’ ormai convinzione comune che la ripresa economica verrà raggiunta e mantenuta grazie ad una combinazione tra riduzione del debito ed incremento della competitività commerciale. Il cloud computing, che rivoluzionerà molte tecnologie IT offrendo soluzioni più efficienti, flessibili e meno complesse, rappresenta un modo davvero concreto di contribuire a questa evoluzione”.

Il cloud computing sarà dunque un importante driver per la crescita complessiva, la competitività e la generazione di nuovo business per l’intera Eurozona. In particolare, sottolinea il ruolo che questa tecnologia avrà nella ripresa economica di quest’area , soprattutto in rapporto alla minaccia crescente rappresentata dalle economie emergenti, tipicamente caratterizzate da elevati livelli di competitività.

13 Dicembre 2010