Identità digitale, rischio "furto" per un italiano su quattro

UNICRI

Unicri: solo il 4% di cittadini è informato sul cybercrime. Cavallo di Troia dei pirati i device mobili usati per navigare su Internet

di F.M.
È il paradosso degli italiani: sempre attenti a non farsi rubare la macchina, o a dove tengono il portafoglio, ma ancora troppo ingenui nel conservare la cosa più preziosa che hanno: la propria identità. Tanto che un nostro concittadino su quattro è potenzialmente esposto a furti di dati personali, che possono portare a truffe e a crimini anche gravi. Il quadro è stato tracciato dall'Unicri, agenzia delle Nazioni Unite per la prevenzione del crimine. I dati fotografano una realtà desolante: degli 800 intervistati (rappresentativi di 8 milioni di italiani), uno su cinque non saprebbe a chi chiedere aiuto in caso gli fosse rubata l'identità, mentre solo il 4% dichiara di essere molto informato sull'argomento.

Le truffe d'identità hanno decine di sfaccettature: vanno da quelle semplici, nelle quali una persona assume l'identità di un'altra per divertimento (come accade sempre più spesso ad esempio su Facebook), a quelle più ingegnose, in cui il malintenzionato usa potenti software per sostituirsi alle banche, e quindi accedere ai conti correnti di ignari utenti. Il cybercrimine è talmente redditizio per chi lo pratica che in Gran Bretagna nei primi 10 mesi del 2010 si sono stimati ricavi di 3,1 miliardi di euro, legati solo a furti d'identità.
In Italia, un'indagine dell'Abi ha invece stimato per il 2009 ricavi da 1,6 a 2 miliardi. “Quest'anno e il prossimo - spiega Raoul Chiesa, hacker e membro dell'Unicri, nonché uno dei più grandi esperti di sicurezza informatica d'Italia - il fenomeno esploderà, complice anche l'uso sempre più intensivo dei dispositivi mobili per andare su internet".
E il fatturato dei truffatori informatici ha ormai raggiunto cifre stratosferiche: “I ricavi a livello globale - conclude Chiesa - hanno superato quelli del traffico d'armi e del traffico di droga”.

Dall'indagine  emerge che la fascia d'età più a rischio è quella dei giovani con età compresa tra i 25-30 anni, residenti al nord e che fanno un forte uso di internet. Il 38,9% degli intervistati ha molta paura del furto d'identità, l'11,9% ha risposto di avere abbastanza paura del furto di d'identità anche se pensa che sia difficile che capiti a lui e il 31,8% pensa che basta stare attenti per evitarlo.

L'80% delle persone intervistate pensa di non essere esposto a un potenziale furto d'identità perchè conserva pin del proprio bancomat in luogo sicuro non nel portafogli, ritira la posta tutti i giorni e controlla gli estratti conto della propria banca. Tutte le altre possibili tecniche difensive(password su internet, distruzione documenti cartacei) vengono adottate solo nella metà dei casi. Il 17,2% dei partecipanti all'indagine che frequenta la rete dice di lasciare sempre informazioni personali su internet. Le informazioni maggiormente rilasciate sono il proprio nome e cognome, indirizzo e-mail, data di nascita e indirizzo abitativo.

I consigli per difendersi da un furto d'identità sono semplici, ma indispensabili per non avere problemi: non bisogna mai fornire dati personali a meno che non sia strettamente necessario; mai lasciare la propria posta cartacea incustodita (ci sono dati sensibili, come estratti conti e profili delle carte di credito); bisogna sempre distruggere i documenti contenenti dati personali e di pagamento di cui non si ha più bisogno; e, in caso di acquisti online, è necessario prestare grande attenzione a che la transazione sia sicura, e che il venditore sia affidabile.

19 Gennaio 2011