Acquisizioni per 20 miliardi di dollari nel nuovo piano di Ibm

ROADMAP 2015

Annunciato il business plan a lungo termine. Confermato il focus su mercati emergenti, business analytics, cloud computing e smarter planet. Alla voce R&D vanno 35 miliardi di dollari in cinque anni, previsti utili di 20 dollari per azione per fine 2015

di Patrizia Licata
Ibm cresce a suon di roadmap e si dichiara pronta a investire 20 miliardi di dollari in acquisizioni nei prossimi cinque anni. Il colosso di Armonk opera in base a precisi programmi di sviluppo a lungo termine dal 2007; l’ultimo si è chiuso nel 2010 sostituito a gennaio da una nuova roadmap; tra gli obiettivi fissati dal top management c’è anche quello di realizzare utili operativi per azione di 20 dollari entro la fine del 2015 e di potenziare gli investimenti in ricerca e sviluppo. 


Il presidente e Ceo Samuel J. Palmisano ha spiegato che le roadmap sono diventate il cuore del sistema di gestione di Ibm, una guida per gli investimenti e le attività operative. Grazie all'ultima roadmap, Ibm è riuscita, ha sottolineato Palmisano, ad accrescere i margini e ad allontanarsi da attività dove si fronteggiano troppi competitor, indirizzando invece gli investimenti verso settori come i mercati emergenti e la business analytics. 
La roadmap chiusa nel 2010 ha superato gli obiettivi fissati: il prezzo per azione è salito oltre i previsti 11 dollari a 11,52 e il gruppo ha registrato la miglior crescita trimestrale del revenue degli ultimi dieci anni grazie alla ripresa della spesa tecnologica da parte delle aziende.

Nel programma di sviluppo di qui al
 2015 gli executive Ibm confermano il focus su mercati emergenti, la business analytics, il cloud computing e lo "Smarter planet”, come spiegato dal chief financial officer Mark Loughridge. 
Loughridge ha detto che circa il 30% delle entrate Ibm deriveranno dai mercati emergenti entro il 2015 (rappresentavano il 21% delle revenues a fine 2010); il cloud computing sarà un business da 7 miliardi di dollari per il gruppo di Armonk per quell'anno. Ancora, Ibm investirà 20 miliardi di dollari in acquisizioni nei prossimi 5 anni, genererà 100 miliardi di dollari di cash flow e restituirà il 70% agli azionisti.

Anche le iniziative per un pianeta più “smart” hanno l'obiettivo di aumentare le entrate di Ibm fornendo alle amministrazioni cittadine tecnologie per gestire la mobilità, le reti idriche e gli altri sistemi urbani. Ibm ha già incrementato il numero di progetti su cui sta lavorando con le città di tutto il mondo portandoli a  2.133, di cui 645 nei Paesi emergenti. Tra le municipalità interessate ci sono Shenyang, in Cina, o Bangkok, dove la tecnologia Ibm aiuta a gestire l'energia, la sanità e i sistemi di sicurezza pubblica. Il programma Smarter planet per rendere città e edifici più efficienti sarà un business da 10 miliardi di dollari per Ibm entro il 2015, calcola l’azienda. Ill Ceo Palmisano ha fatto sapere anche che Ibm spenderà circa 35 miliardi dollari in ricerca e sviluppo nei prossimi cinque anni, contro i 30 miliardi spesi nello scorso quinquennio.

09 Marzo 2011