FUTURE PROOF. Telemedicina, è tempo di mobilità

FUTURE PROOF

di Maurizio Dècina, Professore ordinario di reti e comunicazioni al Politecnico di Milano
Il 2011 dovrebbe essere l’anno del decollo a grande scala delle tecnologie Nfc (near field communications) nei dispositivi mobili: telefonini, smartphone, tablet. I servizi offerti da queste tecnologie sono svariati e rientrano nelle applicazioni pervasive dell’Internet delle cose: per realizzarle è quindi indispensabile che non solo i dispositivi mobili ma anche gli ambienti ove si opera siano dotati di impianti Nfc.

Ad esempio, per effettuare i pagamenti mobili di prossimità è necessario che i Pos (point of sale) posti nei negozi, negli uffici postali e nelle pubbliche amministrazioni siano abilitati all’Nfc. In generale, l’interazione dei dispositivi mobili dotati di lettori Nfc e Rfid (radio frequency identification) avviene inserendo nell’ambiente circostante etichette e cartelloni intelligenti (smart tags, smart posters), che permettono l’identificazione dell’utente e lo scambio di informazioni per il ticketing, l’apertura di varchi, la ricezione di coupon, ecc.
Una delle prime applicazioni dell’Internet delle cose si chiama mobile-health (m-health), salute, benessere in mobilità, e si basa sull’uso di telefonini dotati di Nfc e sulla diffusione di strumenti medicali abilitati all’Nfc e di medicinali dotati di etichette Rfid. La figura mostra appunto un telefonino Nfc che legge la pressione del sangue (sistolica e diastolica) e la frequenza dei battiti cardiaci; successivamente il telefonino inoltra i dati misurati verso un centro servizi di telecontrollo e monitoraggio dei pazienti.

L’uso dei telefonini per il controllo della salute a distanza contrasta decisamente con l’altra faccia della medaglia, quella dei telefonini che fanno male alla salute (a causa dei campi elettromagnetici che emettono). Ma se li equipaggio con lettori Nfc e Rfid e con del software specifico, i telefonini diventano una formidabile centralina di controllo e comunicazione di un sistema di monitoraggio della salute a casa di anziani, degenti e malati cronici. Inoltre, il sistema di m-health può essere convenientemente usato da tutte le persone che vogliano migliorare la loro qualità della vita, effettuando attività sportiva e controllando il proprio benessere.

Il sistema di m-health realizzato con il telefonino è paziente-centrico, permette di svolgere una serie di funzioni di telemedicina: il controllo della localizzazione del paziente, il monitoraggio di parametri medici a distanza, lo scambio di informazioni con gli ospedali e i medici, nonché la diagnosi remota e la ricezione di istruzioni periodiche per le attività di sostegno, il dosaggio e la verifica dei medicinali, ed infine l’intervento in casi di emergenza. La telemedicina in mobilità è applicabile con efficacia in moltissimi casi di pazienti che, in autonomia oppure assistiti, possano effettuare le misure, inviarle e ricevere le istruzioni per le attività di sostegno e i medicinali. Per una copertura adeguata negli ambienti in-door i telefonini e gli smartphone per applicazioni di telemedicina dovranno essere dotati di accessi Wi-fi, oppure di comunicazioni cellulari 3G/4G, preferibilmente tramite femtocelle.

Secondo Gsma e McKinsey le soluzioni di m-health abiliteranno risparmi molto sostenuti, in particolare per la gestione dei malati cronici (ipertesi, diabetici e cardiopatici): soltanto per questa categoria nei paesi Oecd e Bric si stimano risparmi annuali a regime dell’ordine di 175-200 miliardi di dollari. Per ottenere tali risparmi è necessario che i macchinari medici (bilance, misuratori di pressione, battito cardiaco, tasso di glucosio, ecc.) siano equipaggiati con tecnologie Nfc, così come per il controllo dei medicinali, questi devono essere dotati di etichette Rfid.

09 Maggio 2011