Kroes: "Più regole per Internet. Il Web entri nell'agenda del G20"

EG8 FORUM

Il commissario Ue per l'Agenda Digitale: servono regole del gioco valide per tutti a livello globale. Le aziende si assumano le loro responsabilità, altrimenti sono pronta a intervenire

di P.A.
Neelie Kroes, commissario europeo responsabile dell'Agenda Digitale, insiste sulla necessità di una maggiore regolamentazione della galassia internet, come chiesto ieri dal presidente francese Nicolas Sarkozy nel corso del suo intervento al Forum eG8 di Parigi. Kroes auspica poi l'inserimento del capitolo Internet da parte dei capi di Stato, non solo a livello di G8, ma anche a livello di G20.

"In alcuni casi - ha detto la Kroes - servono assolutamente delle regole del gioco, soprattutto per quanto riguarda i problemi mondiali", come internet. Per la Kroes, "non basta fare le nostre piccole regole su scala europea", anche se l'Europa ha un "mercato unico digitale e le sue cose da dire" sulla questione della regolazione del web.

"Bisogna regolare le pratiche in modo efficace e bisogna convincere l'insieme delle parti coinvolte", ha tagliato corto la responsabile Ue, aggiungendo: "Non bisogna fare le cose al posto del settore industriale, ma accompagnare il movimento ed ascoltare ciò che hanno da dire".

"È chiaro che se non si assumono le loro responsabilità, sono capace di intervenire e pronta a farlo", ha aggiunto, con un non velato riferimento ai big del web come Facebook, Google, Twitter ecc.

L'obiettivo della Kroes è quello di inserire Internet nell'agenda dei capi di Stato, non solo del G8 ma anche del G20, per fare del web un argomento integrale dell'agenda politica globale. Per il commissario Ue, la Rete è una questione cruciale, intorno alla quale bisogna ragionare in maniera globale per stabilire regole valide per tutti, al di là dei confini nazionali degli stati.

L'auspicio della Kroes è la nascita di un mercato digitale unico in Europa, frutto della cooperazione dei diversi governi ed enti regolatori per la stesura di regole globali per Internet. "A volte ho paura che i governi non si rendano conto completamente del fatto che le cose stanno cambiando tantissimo e in maniera rapidissima - ha detto Kroes - Il rischio è perdere di vista il cambiamento nel mondo reale".

Anche il tema degli investimenti sulle nuove reti sbarca all'E-G8. Lo ha rilanciato, scrive Bloomberg, il ceo di France Telecom Stephane Richard: "Noi non siamo i nemici di Google - ha detto -. Ma gli over the top devono capire che se non riusciamo a trovare una soluzione per sostenere i costi delle nuove reti sarà anche a loro svantaggio". Anche perché, dice Richard, "senza le nostre reti non ci sarebbe né Google né Apple né Facebook".

L'aumento vertiginoso della domanda di video, musica e giochi sulle reti mobili ha portato Vodafone, France Telecom e Telefonica a chiedere un piano che costringa anche i content provider a fare la loro parte nello sviluppo dei network: "È un tema che va risolto collettivamente - dice Paolo Pescatore analista di Ccs Insight: "Il progressivo bombardamento di contenuti sulle reti mobili rende sempre più evidente che esiste un chiaro squilibrio nella distribuzione di revenue nell'intero ecosistema".

"In effetti siamo dipendenti gli uni dagli altri, telco e over the top" ha detto Larry Page ceo di Google aggiungendo che però potrebbero essere nuove tecnologie, più che strumenti regolatori, a trovare una soluzione: "Credo che nessuno in questa platea del G8 voglia che la crescita di Internet rischi di venir rallentata dall'azione di un governo".

"Non vogliamo danneggiare nessuna industria" avverte però Sarkozy: "Ma ci vogliono un minimo di regole: gli Stati investono in infrastrutture tecnologiche che forniscono il trasporto a servizi e contenuti che circolano nel Web" (lo Stato francese possiede il 27% di France Telecom, come pure lo stato tedesco possiede il 32% di Deutsche Telekom).

25 Maggio 2011