I 14 'passi' della Reding verso l'Internet delle cose

UNIONE EUROPEA

La Commissione europea ha adottato anche un documento per lanciare una governance multilaterale di Internet

di Federica Meta
Prima di lasciare il suo posto di Commissario europeo alla Società dell’Informazione, Viviane Reding spinge l’acceleratore per lo sviluppo del cosiddetto “Internet delle cose” (ovvero le reti create da apparecchi quasi invisibili collegati fra di loro), facendo approvare in Commissione un documento contenente 14 azioni strategiche. "Ogni giorno assistiamo a nuovi esempi di applicazioni che collegano oggetti a internet e fra loro: dalle auto collegate ai semafori per ridurre la congestione del traffico agli elettrodomestici collegati a reti elettriche "intelligenti" a misuratori di energia elettrica che ci consentono di sorvegliare i nostri consumi di elettricità o ai marciapiedi collegati che guidano i non vedenti e gli ipovedenti – ha spiegato il Commissario -. "Le possibilità insite in questo nuovo sviluppo di internet sono altrettanto illimitate quanto il numero di oggetti della nostra vita quotidiana che ne possono fruire. Dobbiamo però fare in modo che siano gli europei, in quanto cittadini, imprenditori e consumatori, a dominare la tecnologia e non a esserne dominati."

Le quattordici azioni intese a promuovere lo sviluppo dell’Internet degli oggetti contemplano, fra l'altro, la standardizzazione delle tecnologie in tutta l'Europa e un migliore finanziamento della ricerca, ma anche misure a favore della protezione della vita privata, dei dati e della sicurezza a tutela dei cittadini europei. Per l’implementazione del nuovo sistema servirà, però, anche un numero sufficiente di indirizzi Web tale da garantirne il funzionamento. In questo senso la Commissione sta spingendo per il lancio del protocollo IPv6, in modo che oggetti “collegabili” possano avere i propri indirizzi di Internet per connettersi ad altri dispositivi.

Ma l’impegno “Web” della Reding non si ferma qui. La Commissione ha adottato anche un documento volto a stimolare una governance multilateriale di Internet, “Governance di Internet: le prossime tappe”.

Fino, ad oggi la gestione è affidata all’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), in virtù di un accordo  con il Ministero del Commercio Usa in scadenza il prossimo 30 settembre. Nel testo la Ue si propone di attuare politiche coordinate che vadano nel senso di una maggiore apertura, trasparenza e inclusione delle decisioni riguardanti Internet. Tra gli obiettivi-chiave c’è quello di affidare all'Icann un dovere di rendicontazione sia sul piano interno (a livello di organi decisionali e di organizzazione generale) sia su quello esterno (dovere di rendicontazione multilaterale nei confronti di tutti i paesi del mondo). In questo modo  si potrà dare ai destinatari delle decisioni degli organi di governance la possibilità di presentare un ricorso dinanzi ad un tribunale indipendente. La Commissione ha proposto, infine, che gli organismi privati, che gestiranno la governance, operino nella totale indipendenza, ma sempre secondo principi approvati dalle autorità pubbliche.

"L’Icann sta per affrontare una svolta storica: diventare un organismo pienamente indipendente che dovrà render conto all'intera comunità mondiale di internet- ha puntualizzato la Reding subito dopo l’approvazione del testo -. I cittadini europei auspicano questa trasformazione ed è questo il senso della nostra proposta. Ho invitato perciò gli Stati Uniti a collaborare con l'Unione europea per raggiungere questo obiettivo."

19 Giugno 2009