Netflix-Amazon: scontro in vista

OLTRE IL GIARDINO

Il nuovo servizio Prime Instant di Netflix punta a utilizzare video per attirare più utenti e battere la concorrenza della library online

di Augusto Preta, consulente strategico e ceo di IT Media Consulting

Il Ceo di Netflix, Reed Hastings, non è il tipo da tirarsi indietro, quando si parla di concorrenza con altri servizi video. E così è stato anche di recente, quando gli è stato domandato del servizio video Amazon Prime Instant: “Negli Stati Uniti il budget a nostra disposizione per i contenuti è di circa tre volte quello di Amazon, e abbiamo il triplo dei contenuti. E i nostri clienti ci chiedono di mettere a loro disposizione più contenuti, non due terzi in meno a prezzi più bassi”, ha dichiarato Hastings in un’intervista al Wall Street Journal. “Amazon ha un servizio per clienti ‘Prime’, che più che altro si riferisce a spedizioni a basso costo. Ma in tutto questo cosa c’entra il video? È fuorviante”, ha aggiunto.

Hastings ha inoltre sottolineato quanto siano migliori gli algoritmi di raccomandazione video di Netflix rispetto a quelli di Amazon Prime, perché l’azienda si concentra esclusivamente sul servizio video, a differenza di Amazon. In effetti, per molti utenti, il miglior strumento di raccomandazione per indurlo a guardare Amazon Prime è scoprire che il contenuto cercato non è disponibile su Netflix.

Inoltre Netflix è superiore ad Amazon sotto molti altri aspetti, tra cui l’interfaccia utente, la funzione playback, la gestione dei video in coda. Chiaramente Netflix offre un servizio migliore, e questo non si può negare, anche se Amazon si sta sforzando di rendere la propria library il più simile possibile a quella di Netflix. Amazon ha siglato accordi di licenza con Mgm, e il mese scorso ha aggiunto al proprio catalogo migliaia di film e show televisivi di Paramount. E prima ancora aveva concluso accordi con Discovery Channel e Viacom.
Ma c’è una cosa che Netflix dovrebbe temere, ed è la capacità di Amazon di sostenere anni di concorrenza in perdita, nell’attesa di rendere lentamente il servizio Prime Instant un avversario agguerrito.

Nell’intervista, Hastings si chiede retoricamente cosa ci faccia il video nel servizio Prime di Amazon. Ma probabilmente conosce bene la risposta. Amazon utilizza il video per attirare più utenti verso il suo negozio di contenuti digitali e la consegna gratuita in due giorni su prodotti fisici (che in cambio induce i consumatori a spendere molti più soldi acquistando prodotti su Amazon). Come Hastings ha ben evidenziato, l’attività di Netflix è interamente incentrata sugli abbonamenti streaming e dvd, il che non rappresenta esattamente un business model che generi ricavi aggiuntivi. Amazon non ha questo problema, e dunque può permettersi di aspettare che il servizio video diventi redditizio. Ciò non significa che Netflix sia destinato al fallimento. L’azienda si sta concentrando sulla crescita attraverso due strategia cruciali: da un lato sviluppare contenuti televisivi originali di qualità, dall’altro perseguire in modo aggressivo l’espansione internazionale. Detto questo, ignorare Amazon Prime Video sarebbe semplicemente sciocco, non importa quanto migliore sia attualmente Netflix.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 29 Ottobre 2012

TAG: netflix, amazon, augusto preta

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