Cybersecurity per minori: Microsoft lancia l'allarme

L'INDAGINE

Figli che condividono troppe informazioni personali, genitori poco attenti; e i malintenzionati sono in agguato

di Davide Lombardi
Figli che condividono troppe informazioni personali in rete, genitori poco attenti: a rilanciare il problema della tutela dei minori online è un’indagine svolta da Microsoft su 14mila utenti in 11 paesi europei, che sarà presentata in occasione del Safer Internet Day 2010, la giornata europea per la sicurezza in rete in programma domani e organizzata da InSafe.

Il 79% dei teenager europei ha almeno una propria pagina su un social network e il 43% ritiene sia sicuro postare e condividere informazioni personali. Il 26% dei ragazzi indica il proprio indirizzo di casa, il 56% il nome della propria scuola e il 59% l’indirizzo e-mail o di instant messaging. Tutte informazioni che possono permettere a qualche malintenzionato di trovare punti di contatto. Infatti il 63% dei teenager europei è stato contattato online da uno sconosciuto (il 73% in Italia, paese con la percentuale maggiore), e il 46% dei ragazzi spesso risponde a persone non fidate.

Nonostante tutto, i genitori appaiono sicuri: il 59% si dichiara sereno sulla navigazione in Rete dei propri ragazzi, e il 40% non ne controlla i movimenti online e i post pubblicati. Inoltre, solo il 12% dei ragazzi ha un sistema di parental control installato sul proprio pc, e gran parte dei teenager usa il pc liberamente nella propria camera da letto (solo il 15% ha il pc in soggiorno).

Risultati che confermano la necessità di continuare a sensibilizzare sull’utilizzo sicuro di Internet. Per questo Microsoft ha dato il proprio supporto al Safer Internet Day, patrocinato dal Ministero della Gioventù e in collaborazione con la Polizia Postale e Save The Children. Lo slogan dell’evento, giunto alla settima edizione, è “Posta con la testa”.

Giorgia Meloni spiega perché il suo Ministero ha patrocinato l’iniziativa: “Da una parte dobbiamo  garantire a tutti i ragazzi l’accesso alla nuova società digitale, dall’altra rendere quest’ultima un luogo sicuro e senza rischi in particolare per le nuove generazioni. I nostri giovani devono avere tutte le competenze e la sensibilità per gestire correttamente le proprie informazioni personali e i propri comportamenti online”.

Pietro Scott Jovane, Ad di Microsoft Italia, sottolinea come quest’iniziativa sia ancora più importante oggi con il boom dei social network che ha portato le persone a condividere un numero sempre maggiore di informazioni personali, e parla del progetto Sicuramente Web, una serie di iniziative lungo tutta la penisola per sensibilizzare la gente sul tema.

L’attività di sensibilizzazione si va ad affiancare a quella di repressione, che in Italia ha già dato i suoi frutti. Grazie alla Polizia Postale e alla piattaforma Cets (Child Exploitation Tracking System, donata da Microsoft alla Polizia nel 2006), dal 2001 ad oggi ci sono stati 277 arresti per pedofilia online, 6.015 denunce per lo stesso reato, quasi 316.000 siti monitorati e 177 oscurati.

08 Febbraio 2010