Abilitatore di incontri: la nuova mission di Google

L'INTERVISTA

Il capo-economista Hal Varian spiega come si evolvono i servizi del motore di ricerca numero uno al mondo. Che oggi si apre al dialogo con partner e concorrenti

di Patrizia Licata
La missione di Google è di essere un match-maker, un abilitatore di incontri, di incroci. In questo senso il suo business oggi non è molto diverso da quello delle origini, anche se, certo, all’inizio Big G faceva incontrare soprattutto informazioni e risposte, mentre oggi incrocia richieste di contenuti, come video, foto e film, con chi li produce. Lo afferma oggi in un’intervista su Affari e finanza di Repubblica Hal Varian, capo-economista dell'azienda di Mountain View. “E’ naturale che parliamo molto più di prima con editori e major, produttori televisivi e autori”, sottolinea Varian.

Il capo-economista di Google è a Roma per incontrare esponenti del mondo economico e del governo per parlare di temi che vanno dalla legislazione sul copyright al contributo che il numero uno dei motori di ricerca può dare, con le sue immense banche dati, alla comprensione della congiuntura economica. Da dopodomani Varian sarà a Ginevra al Forum Wto. Una “svolta diplomatica” di Google? “Un’evoluzione naturale e prevista”, preferisce definirla Varian. Google sta combattendo su diversi fronti antitrust, i suoi contratti per l’inserzione della pubblicità online sono sotto esame e le polemiche con editori, major e broadcaster non mancano. La risposta di Google è l’apertura al dialogo.

Sulle regole del copyright, ad esempio, oggi ci sono, secondo Varian, “costi e inefficienze che non vanno a vantaggio di nessuno”. Le regole necessitano di aggiornamento: “Anni fa la biblioteca della Carnegie Mellon University voleva digitalizzare una serie di libri fuori catalogo ma non riuscì a trovare il 20% dei titolari dei diritti e per quei libri si dovette rinunciare. Il rischio di violare anche in buona fede un diritto d’autore può provocare una multa fino a 150 mila dollari. Bisogna trovare dei correttivi, tutti assieme e con accordi condivisi”.

Ma che cosa fa un “capo-economista” a Google? Varian racconta di aver incontrato il Ceo Eric Schmidt al World Economic Forum di Davos del 2002. I due hanno cominciato a parlare “di modelli economici, teoria dei giochi e possibili applicazioni di queste teorie al sistema delle aste tramite cui Google vende le parole per la pubblicità sulle ricerche”. Il rapporto tra il Prof. Varian, professore emerito alla Berkeley, e l’azienda si è poi rafforzato, “anche perché l’analisi delle tendenze rivelate dai miliardi di ricerche condotte su Google ha un valore crescente per l’economia”. In pratica, le ricerche degli utenti danno indicazioni importanti sulle tendenze economiche in atto.

E così, continua Varian, Google è in grado di “prevedere il presente”. Per esempio quest’anno i flussi turistici stanno evidenziando una forte crescita di presenze straniere in Italia e Turchia; nell’auto, incrociando i dati e individuando gli algoritmi più adatti, Google ha trovato che l’intensità delle ricerche legate ai marchi e ai modelli ha anticipato i successivi risultati di vendita. “Abbiamo visto che una crescita nelle ricerche dell’1% dà mediamente una conseguente crescita dello 0,5% nelle vendite effettive. E’ facile immaginare i vantaggi di poter disporre di simili informazioni”, sottolinea Varian. E il meccanismo è valido non solo con i prodotti di largo consumo, ma anche con quelli di nicchia.

Ma Google non è solo motore di ricerca. Ora sta per lanciare un servizio musicale concorrente di iTunes, ha un sistema operativo mobile di grande successo (Android), un browser e altro ancora. Non somiglia sempre più ad Apple e Microsoft? “C’è una parte di competizione ma anche di collaborazione”, risponde Varian. “A noi serve che anche gli utenti di iTunes usino il nostro motore. Il nostro obiettivo è sviluppare una piattaforma in grado di far funzionare al meglio servizi diversi di soggetti diversi”.

13 Settembre 2010