Pizzetti: "Privacy su misura di giovani naviganti"

INTERNET

Il Garante: "Strumenti come il consenso informato non bastano più. Servono regole che aiutino le nuove generazioni"

di F.M.
“Internet ha messo in discussione gli strumenti di tutela messi a punto dalla normativa sulla protezione dei dati e la sfida principale che oggi ci troviamo davanti è quella di pensare nuove regole che aiutino noi, ma soprattutto le nuove generazioni, ad affrontare le nuove realtà”. Con queste parole il Garante per la Privacy, Francesco Pizzetti accende i riflettori sul delicato dibattito relativo al rapporto tra giovani e Web.

“La prima domanda che dobbiamo porci è se ha senso continuare ad usare per una nuova realtà come Internet le categorie tradizionali - chiarisce Pizzetti. -. Lo schema abbastanza semplice di un consenso libero espresso sulla base di un’informativa chiara resa agli utenti, già difficile da realizzare nella realtà tradizione, salta del tutto sulla Rete. Anche per questo oggi si va diffondendo un orientamento che punta a richiedere il consenso degli utenti informandoli innanzitutto su come verranno protetti i loro dati piuttosto che sulle operazioni che su quei dati verranno effettuate. Un orientamento, del resto, in linea con la recente spinta all’adozione di adeguate misure di sicurezza da inserire direttamente nell’ambito delle tecnologie usate: si pensi ad esempio alle impostazioni di default orientate fin dall’inizio al rispetto della privacy degli utenti”.

“Tuttavia – prosegue il Garante - in questo modo si rischia di trasformare il consenso in una ‘misura di accettazione del rischio’, riducendo e trasformando il ruolo del consenso così come fino ad oggi è stato tradizionalmente inteso”. E' in questo contesto, allora, che il ruolo delle Autorità dovrà diventare ancora più determinante, secondo Pizzetti, perché ad esse spetterà il compito di “individuare quali misure di sicurezza e quali modalità di erogazione dei servizi dovranno essere adottate per garantire un’elevata tutela dei diritti degli individui”.

In questo senso vanno ricordate le due risoluzioni approvate dalla Conferenza internazionale di Gerusalemme delle autorità di protezione dati che si è tenuta a Gerusalemme alla fine di ottobre.
La prima riguarda l’approccio di “privacy by design”, ossia la necessità di incorporare alcuni principi a tutela della privacy nella progettazione e nella gestione di qualsiasi sistema o dispositivo telematico o informatico. L’altra risoluzione importante riguarda la convocazione di una conferenza intergovernativa (nel 2011 o nel 2012) che sancisca il valore giuridicamente vincolante dei “Principi internazionali in materia di privacy e protezione dei dati personali” approvati dalla Conferenza internazionale di Madrid del 2009.

05 Novembre 2010