Europa, terremoto net neutrality. Londra apre alle "corsie preferenziali"

IN EUROPA

Si accende la polemica in Uk dove il ministro delle Comunicazioni intende autorizzare tariffe differenziate in base al consumo di banda. I critici: "Si ostacola l'innovazione". Ma in Spagna il Senato respinge una proposta di revisione delle norme

di Patrizia Licata e Federica Meta
La net neutrality scalda l'Europa. Mentre la Gran Bretagna si appresta a dare il benvenuto all'"Internet a due velocità" la Spagna si appella alle indicazioni europee e blocca al Senato una proposta per rivedere le regole sulla net neutrality.

Ad aprire u nuovo scenario in Uk il ministro delle Comunicazioni britannico Ed Vaizey nell’ambito della Ft World telecoms conference: gli Internet service provider, ha annunciato, possono abbandonare il principio della net neutrality e dare priorità all’accesso ad alcuni contenuti rispetto ad altri per i loro utenti. Gli Isp dovrebbero essere liberi di favorire un content provider rispetto a un altro, purché informino i clienti, e di gestire così più efficacemente il traffico Internet.

"In questo nuovo sistema, i provider possono allontanarsi dagli obblighi della neutralità ma devono fornire informazioni precise agli utenti, includendo la natura delle loro strategie di gestione del traffico e il loro impatto sulla qualità del servizio, tramite un linguagio chiaro, visibile e facilmente comprensibile”, ha affermato il ministro.

Molto critico il sito di Bbc News che parla di una proposta che crea “Internet a due velocità” e una “corsia di sorpasso” per alcuni contenuti. Vaizey ha anche detto che gli Isp devono essere liberi di sperimentare nuovi modelli di business, in pratica facendo pagare i clienti che vogliono dare priorità a certi contenuti o servizi rispetto ad altri, purché gli utenti siano informati. In questo modo, secondo il ministro, i provider creerebbero nuove fonti di guadagno necessarie a investire nelle reti e a garantire la qualità del servizio, messa a rischio dalla rapida espansione delle comunicazioni mobili.

"Si potrebbe prevedere l’evoluzione verso un mercato a due livelli, in cui consumatori e fornitori di contenuti potranno scegliere tariffe diverse per diversi livelli di qualità del servizio”, ha detto Vaizey. Gli stessi produttori dei contenuti potrebbero essere costretti a pagare per l’uso delle reti degli Isp.

Si tratta di un netto allontanamento dal principio della net neutrality destinato a riaccendere le polemiche in Gran Bretagna, perché, se gli Isp sono ovviamente d’accordo a favorire alcuni siti Internet in termini di volume e velocità della trasmissione dei contenuti, altre aziende, tra cui Google e la stessa Bbc, si sono sempre schierate a difesa della neutralità della rete, sostenendo che se gli Isp discriminano alcuni contenuti verrà ostacolata l’innovazione e la crescita di Internet.

Abbandonare il principio della net neutrality potrebbe anche far sì che alla fine i siti che pagano gli Isp ottengano priorità per i propri contenuti, nota il quotidiano The Guardian. "Il sistema innovativo e dinamico che offre oggi agli utenti un grande valore potrebbe essere messo a rischio se gli operatori di rete hanno il permesso di usare le strategie di gestione del traffico per regolare gli ingressi sulla rete”, avvertiva lo scorso mese Erik Huggers, direttore dei nuovi media e della tecnologia della Bbc.

La Bbc, come altre aziende, ha partecipato alla consultazione indetta dalla Ofcom e dalla Commissione europea sul tema. Vaizey ha dichiarato che i primi risultati della consultazione mostrano che esiste “un vasto consenso sulla necessità di gestire il traffico Internet” e che "non ci sono prove che ciò abbia impatti né sulla concorrenza né sui consumatori”. I problemi potrebbero verificarsi in futuro, ha aggiunto il ministro britannico, e per questo ha fatto appello a una maggiore trasparenza da parte degli Isp.

Il ministro ha chiarito che Londra intende andare nella direzione illustrata non creando rigide norme ma tramite un approccio regolatorio “soft”, basato sul mercato e che garantisca comunque che Internet resti "aperto”, come indicato dall’Ue.

Intanto in Spagna la Camera Alta ha respinto, con 121 voti contrari (Gruppo Misto, nazionalisti baschi, Erc, Icv e Psoe) e 116 a favore (Pp), la mozione del senatore popolare Ildefonso Pastor che sollecitava il governo di Zapatero a modificare la legislazione in materia di Società dell’Informazione, con particolare riferimento al rispetto del principio di neutralità della Rete.

Secondo il promotore dell'iniziativa la neutralità  "non è una questione di partito o di schieramenti politico, ma un tema che interessa tutti. Una rete aperta permette infatti di innovare e creare ricchezza. L'impostazione attuale è ambigua e non favorisce la creazione di una moderna società della conoscenza essenziale in questi tempi".

Il Partito socialista e gli altri hanno votato contro perché la mozione non rispetterebbe, soprattutto nella forma, l’orientamento normativo della Commissione europea che invita le asseblee legislative ad intervenire sulle nuove regole, pur dicendosi d’accordo sul principio generale che va comunque tutelato. La senatrice del Psoe Miriam Andrés Pietro ricorda che "serve in iter parlamentare".

18 Novembre 2010