SENTIERI DEL VIDEO. Rotativa, ricordo mitico. Ma un po' come la terza guerra punica

SENTIERI DEL VIDEO

Internet è una risorsa, non una minaccia. Anche la Fieg dovrebbe ricordarlo

di Enrico Menduni, professore di Media e Comunicazione all'Università Roma Tre
«Nessun altro è credibile come me». Questa sconcertante affermazione non è tratta da un videomessaggio alla nazione da parte di un leader di governo, bensì dalla campagna pubblicitaria (cartacea) della Fieg, Federazione editori di giornali, a favore dei giornali di carta. Se non ci credete, potete controllare a questo indirizzo: http://www.fieg.it/salastampa_item.asp?sta_id=578. Ovviamente un sito Web, non una pagina di carta. Anche al congresso della Federazione nazionale della stampa sono giunti gli echi della riunione della giunta esecutiva Fieg, riunita a Bergamo (12 gennaio 2011), in cui sono stati definiti “concorrenza sleale” per i media stampati Internet e i blog. Contemporaneamente, parte una campagna pubblicitaria imbarazzante, anche perché i dati sulla credibilità dei giornali stampati sono presi da un’inchiesta tedesca (peraltro della VDZ, cioè la Fieg locale).

Naturalmente chi produce il caciocavallo è portato a dire quanto il suddetto formaggio sia superiore alla mozzarella; e viceversa. È comprensibile. Chi è nato all’ombra delle rotative (peraltro anche chi scrive) ricorda il colpo di frusta dell’avvio delle macchine, alle 17,30: il palazzo del giornale era come squassato dal rumore, si capiva che si doveva sbrigarsi a chiudere le pagine perché si cominciava a stampare. Tempi indimenticabili. Come la Resistenza, la Terza guerra punica, le Crociate. Comprendiamo le nostalgie della Fieg. Credo tuttavia che con idee simili gli editori non siano nemmeno in grado di fare bene il loro mestiere e di diffondere i loro giornali di carta (una parte dei quali gratuiti) o radiotv (ci sono anche loro!) oppure online.

I motivi sono diversissimi: a) L’informazione è oggi multimediale; come lo spettacolo, la cultura, l’intrattenimento. b) L’informazione è tutta digitale, che è un altro modo di formulare la frase precedente. c) Senza il digitale (composizione a freddo, computer, fine dei linotipisti, decentramento di stabilimenti tipografici lucrando sulle aree in centro città, teletrasmissione) i giornali cartacei sarebbero morti da un pezzo. d) Senza Internet come arriverebbero le notizie? Con la telescrivente o il Telpress?

Oggi il giornale si fa al desk e al telefono, mentre i ragazzi precari si sbattono senza garanzie in cerca di notizie (e senza metter piede in redazione a scanso di vertenze lavoro), e quindi Internet ha rappresentato un’immensa fonte di risparmio per gli editori. e) Tutti gli editori sono passati all’informazione online e i più bravi stanno imparando a far quadrare i conti. Questi cinque buoni motivi consiglierebbero di considerare Internet una risorsa, non una minaccia. L’abbiamo ripetuto tante volte ai giornalisti…. Ora ci tocca dirlo anche agli editori!

24 Gennaio 2011