SENTIERI DEL VIDEO. Venti anni di Web (e walled garden)

SENTIERI DEL VIDEO

di Enrico Menduni, Professore di Media e Comunicazione all’Università Roma Tre
Ho letto con piacere le riflessioni di Tim Berners Lee dedicate al primo ventennio del Web (http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=long-live-the-web). Non è l’articolo di un qualunque geek o nerd ma di colui che, in un ufficetto del Cern di Ginevra, il Web lo ho inventato. Si può discutere sulla data di nascita di questa grande innovazione: nel dicembre 1990, come Tim dice, il WWW prese forma sul suo computer. Per noi seguaci, il Web comincia nel 1993 quando all’Università dell’Illinois Marc Andressen e Eric Bina mettono a punto il primo browser, Mosaic.

Fa piacere leggere, nelle parole sempre brillanti di Tim, la riaffermazione dell’universalità del Web e l’importanza che i suoi protocolli costitutivi, a cominciare da Html e Htpp, siano di libero uso a tutti perché provenienti da una istituzione pubblica di ricerca, il Cern, e non da una ditta privata alla ricerca del profitto. Tra le minacce allo sviluppo di Internet, che Tim individua con la lucidità dei grandi vecchi (classe 1955, peraltro), la principale è quella della privatizzazione crescente di Internet in walled gardens dai quali si può entrare e uscire, ma si fa fatica a portare fuori qualcosa: si tratti di Facebook o di iTunes.

Tutto vero, ma il grande sviluppo di Internet è dovuto non solo alla sua universalità: ma alla combinazione fra questa e la possibilità di recintarne dei segmenti, con accesso e uscita regolamentati. Ho citato più in alto Andressen e Bina con Mosaic perché già nel preistorico 1993 questa dialettica si dispiegò con evidenza. I due lavoravano (ancora studenti!) all’Università dell’Illinois e dunque il browser Mosaic era pubblico e di libero uso. Pochi di noi lo hanno usato; molti di più hanno conosciuto Netscape, derivato politicamente scorretto di Mosaic messo su da Andressen e da una sua azienda: che si sarebbe chiamata Mosaic Communications se l’Università dell’Illinois non l’avesse denunciata per appropriazione indebita del marchio. Netscape ha avuto una lunga storia di competizione con Microsoft Explorer, da cui è uscito sconfitto sul piano commerciale, ma il suo ruolo nella popolarizzazione di Internet è innegabile.

La rete è cresciuta per un’applicazione a pagamento, per giunta di dubbia legittimità. iTunes ha aperto straordinarie strade al consumo della musica online e ha messo una pezza al problema pirateria: ma avrebbe potuto farlo se non fosse stata anche un’accumulatrice di profitti? Credo che nessuno debba impedirmi di costituire un walled garden o di utilizzare protocolli pubblici per costruire un mio spazio ad accesso condizionato: in fondo, è quello che faccio arrivando a casa, sulla strada comunale, quando apro il cancello che immette nel giardino di casa mia. Al di là di quello che penso io, che è trascurabile, sta di fatto che Internet si sta evolvendo in questo modo e perché è in questo modo.

21 Febbraio 2011