Twitter & Co: solo megafoni dei media professionali

SOCIAL NETWORKS

Una ricerca Hp Labs di Palo Alto smentisce i luoghi comuni sul rapporto tra la "fabbrica delle notizie" e l'informazione amatoriale

di Silvia De Luca
Notizia professionale versus notizia amatoriale? Non proprio, stando a una ricerca firmata Hp.
Nell’era di Internet, dei blog e dei social network, le regole della produzione di news si innovano grazie soprattutto al moltiplicarsi degli strumenti messi a disposizione di milioni di utenti. Ma il tipo di rapporto tra produttori di notizie non è certo di natura concorrenziale, men che meno di predominio degli utenti della rete.

A confermare questa ipotesi Bernardo Huberman direttore dello HP Labs di Palo Alto e coordinatore della ricerca che ha monitorato, per quaranta giorni, decine di milioni di post di utenti di Twitter. Dalla ricerca, come riporta il Corriere Economia, si evince che il passaparola di notizie fra gli utenti non è determinato da chi lo propone ma dall’argomento trattato e ad alimentare il meccanismo del tam tam sono soprattutto le repliche di pubblicazione di post altrui. Inoltre i principali diffusori di trend che, nel periodo di osservazione, hanno fatto da cassa di risonanza non sono altri che le grandi testate giornalistiche come il New York Times, la Cnn o la Bbc.

Ciò che cambia non è l’industria della produzione ma piuttosto il ruolo di agenda setting dei media, non più di natura esclusiva e top down. Se è vero che gli utenti di un social network si lasciano influenzare dai media sugli argomenti da pubblicare, è vero anche che esercitano una funzione di filtro approvando o scartando gli argomenti che provengono dall’alto, senza dimenticare la quota, minoritaria ma non marginale, di argomenti trascurati dai media che promuovono autonomamente. In casi come questo le masse di comunicatori amatoriali costituiscono, per i professionisti delle news, una fonte preziosa e gratuita ma pur sempre da verificare, filtrare e approfondire.

28 Febbraio 2011