Riforma Brunetta, Padua (Sas): "Serve uno scatto di reni"

MANOVRA

L'azienda specializzata in Business Intelligence spinge le amministrazioni all'adozione di soluzioni IT nella lotta agli sprechi, per far fronte al taglio di 18 miliardi nei prossimi tre anni nella PA centrale

di P.A.
“Serve un po’ di ottimismo e uno scatto di reni nella Pubblica Amministrazione, per realizzare i risparmi e l’ottimizzazione dei costi previsti dalla riforma Brunetta e necessarii per fronteggiare i tagli, non previsti, imposti dalla manovra. Tagli che soltanto per la PA centrale ammontano a 18 miliardi di euro in meno in tre anni, senza dimenticare che il grosso dei tagli riguarda la PA locale e in particolare la sanità”. La pensa così Fabrizio Padua, Direttore Public Sector di Sas, la software house specializzata in Business Intelligence per l’analisi dati, che nel settore pubblico annovera fra gli altri clienti come l’Inpdap e il Ministero dell’Interno.

“Considerata la complessità di un’organizzazione come il Ministero dell’Interno – dice Padua – l’introduzione nella macchina di strumenti analitici per il piano strategico e il controllo degli obiettivi è un passo epocale. La macchina della digitalizzazione si sta mettendo in moto, purtroppo i tagli in arrivo rallentano lo sviluppo di un sistema informatico così complesso. E’ assurdo, perché è come il gatto che si mangia la coda. Perché rallentando gli investimenti, non hai gli strumenti per andare a tagliare gli sprechi”.

“L’analisi del contenzioso del codice della strada fa emergere il ruolo degli analytics applicati al ministero dell’Interno”, racconta Padua. Si tratta di un processo delicato e dispendisoso in termini di costo totale e giacenze delle pratiche. Si tratta di un uso non efficace delle risorse pubbliche. Oggi, chi fa ricorso può scegliere se rivolgersi ai vigili oppure al prefetto. Il problema è che il prefetto deve in ogni caso rivolgersi ai vigili per accertare la contravvenzione. Il ricorrente può anche chiedere un’audizione diretta, personale al prefetto. Infine, se il prefetto decide per la multa, il ricorrente può andare dal giudice di pace, che ha la facoltà di ripristinare la somma originaria della sanzione, dimezzando quella comminata dal prefetto. Insomma, un iter complesso.

Basterebbe obbligare il ricorrente a presentare il ricorso soltanto ai vigili per risparmiare 10mila giornate uomo e abolire la facoltà di audizione personale di fronte al prefetto per risparmiarne altre 45mila. In tutto 55mila giornate uomo risparmiate, pari a risparmi potenziali di 6 milioni di euro che potrebbero essere destinati a colmare scarsità di organico spostando risorse. Lo stesso discorso, restando in tema di codice della strada, riguarda il sistema elettronico che misura la velocità media in autostrada (il tutor ndr).

Per quanto riguarda l’Inpdap, che conta 7.300 dipendenti in 150 sedi terrotoriali, “L’istituto di previdenza ha un sistema informativo molto più avanzato, già operativo da un anno – aggiunge il manager di Sas – e lì gli investimenti informatici sono consistenti”. Il sistema di valutazione della performance è stato automatizzato totalmente all’Inpdap. Lo stesso vale per il sistema di collaboration fra dirigenti, che permette di automatizzare le attività.

“Altri sistemi realizzati sono l’analisi del turn over, le dinamiche delle assenze e il monitoraggio dei pensionamenti in ottica di competenze sul territorio. Senza dimenticare l’analisi del costo del lavoro e della produttività nelle diverse sedi in ottica di forecasting. L’Inpdap ha una base dati che non è Sas, che tuttavia abilita senza problemi le analisi predittive.

“L’analisi del turn over, ad esempio, può suggerire chi sono i soggetti che potrebbero andare in pensione – racconta Padua - è importante per l’istituto prevedere dove verranno a mancare specifiche competenze sul territorio per correre ai ripari e colmare con largo anticipo per colmare i vuoti di organico”. Dal 2008 al 2011 le assenze sono diminuite del 25%, molti dipendenti preferiscono andare in ferie a maggio, forse per effetto della crisi. A settembre c’è il 36% in più di assenze, il 56% delle quali al Nord, il 33% al Centro e altrettante al Sud.

20 Ottobre 2011