Parisi: "Switch off della PA prioritario"

IL FOCUS/POLITICHE PER LA CRESCITA

Quali interventi prioritari, con effetti a breve termine, possono far partire la crescita? Quali iniziative di lungo termine possono consentire all’Italia di invertire la rotta della perdita di competitività? Lo abbiamo chiesto ai principali protagonisti del mondo dell’Ict. Ecco l'intervento del presidente di Confindustria Digitale

Lo switch off verso il digitale delle amministrazioni pubbliche e delle attività private, insieme agli investimenti da parte degli operatori di Tlc sulle reti Ngn, rappresentano senza dubbio non solo la leva più efficace per  aprire nel Paese nuove opportunità di crescita economica, ma anche quella da cui si possono ottenere risultati più rapidamente. Per questo è fondamentale procedere, sul fronte pubblico, alla digitalizzazione end to end dei processi che riguardano il rapporto tra il cittadino e le pubbliche amministrazioni, all’integrazione dei data center della PA e  sviluppo del cloud, elementi da cui potranno nascere i nuovi servizi on line e le nuove applicazioni. Sul fronte privato è necessario puntare a diffondere strumenti come l’home banking, la fattura e i pagamenti e elettronici, mentre va sostenuto l’e-commerce  eliminando i fattori di sperequazione fiscale rispetto al commercio tradizionale. Allo stesso tempo è indispensabile promuovere l’evoluzione dell’ambiente normativo, sia per facilitare la realizzazione delle nuove infrastrutture Tlc che per accompagnare lo sviluppo dei nuovi modelli di business sul web.

Una volta posto sotto controllo il debito pubblico e raggiunta una maggiore efficienza nella lotta all’evasione sarà indispensabile intervenire per ridurre la pressione fiscale. Proprio in questa prospettiva, l’attuazione dell’Agenda digitale rimane un presupposto fondamentale, considerando che dalla digitalizzazione della PA ne deve derivare, da un lato la riduzione strutturale della spesa corrente e dall’altro il recupero di maggiori entrate. Un ruolo cruciale lo giocheranno inoltre una maggior flessibilità e dinamicità del mercato del lavoro e l’incremento degli investimenti in innovazione e nuove tecnologie.

Allargando l’analisi al contesto comunitario, un passaggio importante sarà la realizzazione del mercato unico digitale, in cui, oltre a omogeneizzare i regimi Iva dei canali di distribuzione dei contenuti digitali (libri, musica, film, ecc) - oggi il canale fisico gode di un’aliquota al 4%, mentre su quello digitale e on line continua a gravare l’Iva al 21% - vanno riviste le norme e i comportamenti commerciali che limitano la libera circolazione dei prodotti e contenuti digitali mettendo a rischio lo sviluppo del cloud in Europa, nonché la crescita delle aziende europee di distribuzione.

 

©RIPRODUZIONE RISERVATA 03 Ottobre 2012

TAG: stefano parisi, confindustria digitale

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