Carrozza: "A scuola non serve insegnare il digitale"

FORMAZIONE

Il ministro dell'Istruzione dice no all'introduzione di ore dedicate: "Non è una disciplina ma uno strumento di cui la didattica si deve avvalere"

di F.Me.

Sul tema dell'educazione digitale, il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, non è favorevole all'introduzione di ore specifiche dedicate alla materia, ma "ad attività trasversali. Ci sono molti progetti ma non si tratta di una disciplina vera e propria", ha sostenuto a margine del convegno "Educare alla rete", organizzato dal Garante per la protezione dei dati personali, in occasione della Giornata europea della protezione dei dati personali.

Dunque, ha ribadito il ministro, "no all'introduzione di nuove discipline. La tecnologia digitale è un mezzo e tutte le materie devono avvalersene, come fu per il libro stampato sul quale si basò il sistema scolastico dell'Ottocento".

Intervenendo al convegno, Carrozza ha proseguito sottolineando come quello dell'educazione digitale sia un tema che non riguarda solo gli studenti ma tutti i cittadini e, per questo, si può considerare un ampliamento dell'educazione civica".

Un aspetto molto importante di questo fenomeno, ha sottolineato il ministro, è quello della "preparazione a un'etica dell'utilizzo della tecnologia digitale, sia come utenti che come fornitori dei servizi". Ma la rivoluzione digitale non può dirsi completa se anche lo Stato, la pubblica amministrazione non la accolgono e non si adeguano alle nuove tecnologie, modificando il sistema e formando coloro che opereranno all'interno delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche.

©RIPRODUZIONE RISERVATA 29 Gennaio 2014

TAG: scuola, maria chiara carrozza, educare alla rete, garante privacy, antonello soro

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