Più IT negli ospedali italiani. Ma la strada è ancora lunga

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Secondo i dati dell'Osservatorio Ict in Sanità del Politecnico di Milano gli investimenti in informatica sono aumentati del 6% rispetto a un anno fa. Ma sarà il prossimo triennio a segnare la "svolta". In crescita i grandi progetti fra i 2 ed i 5 milioni di euro

di Federica Meta
Nei prossimi tre anni, in Italia, una struttura sanitaria su tre, ovvero il 32%, aumenterà la spesa in innovazione informatica di oltre il 20% rispetto al triennio scorso. Un dato in controtendenza rispetto al panorama generale, dove la spesa in tecnologie di elaborazione, comunicazione e archiviazione è in contrazione. A scattare la fotografia un’indagine dell'Osservatorio Ict in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, che ha censito oltre 200 fra ospedali, ambulatori, case di cura, cliniche, istituti di ricerca e fondazioni, i cui dati sono stati diffusi oggi in occasione di ExpoSanità, in corso a Bologna.
Secondo il Politecnico, nello specifico, la media dei budget destinati a strumenti e progetti informatici da tutta la sanità italiana, le spese annuali passano dall'1,9 milioni di euro del 2009 ai 2 milioni stimati del 2010, con una crescita pari al 6%: l'investimento solo in nuovi progetti ad alto contenuto tecnologico, nello stesso periodo, cresce da 1 a 1,2 milioni di euro (+17%).

“Si riducono le strutture sanitarie con investimenti annui in informatica inferiori ai 300 mila euro, che erano il 37% del totale nel 2009 e sono oggi il 25% - si legge nel report - .Aumentano invece quelle con investimenti fra i 2 e i 5 milioni di euro: l'anno scorso erano il 5% del totale, oggi rappresentano l'11%”.

Cinque gli ambiti in cui si investirà di più In primis la cartella clinica elettronica, che riunisce in formato digitale le informazioni mediche relative al percorso di cura del paziente all'interno di una singola struttura sanitaria. La sua evoluzione è il fascicolo sanitario elettronico, che integra l'intera documentazione sanitaria del paziente presente nelle diverse strutture del territorio. Segue la dematerializzazione dei documenti sanitari, dalla produzione alla consultazione, all'archiviazione elettronica. In questo contesto rientrano anche i sistemi di sicurezza e validazione, come la firma elettronica, e la gestione informatizzata dei farmaci.
E ancora la creazione di un network fra i sistemi informativi delle strutture sanitarie, con accesso ai documenti nel rispetto delle norme di sicurezza e di privacy, e la continuità assistenziale, cioè il monitoraggio a distanza del paziente da parte delle strutture ospedaliere. Concludono la lista la prenotazione e il pagamento dei servizi sanitari.

Unica ombra in una fotografia, tutto sommato, chiara è, però, la disomogeneità con cui l’innovazione è distribuita nel Paese. "L'innovazione nella sanità italiana è disomogenea. Il modello federato ha prodotto sistemi regionali autonomi e diversi – spiega Mariano Corso, docente del Politecnico di Milano e direttore dell'Osservatorio Ict in Sanità -. Le regioni del nord hanno investito e continueranno a investire più di quelle del centro e del sud. C'è di buono che gli investimenti nei prossimi 3 anni sono in crescita in tutto il Paese".

"A eccellenze sotto il profilo della qualità e dell'efficienza fanno da contrappeso situazioni di degrado nel servizio e sprechi nell'impiego delle risorse – conclude Corso -. Occorre passare dalle eccellenze individuali ad un sistema organizzato di scambio di esperienze e condivisione di strumenti, in altre parole, occorre fare sistema".

Contestualmente alla presentazione dei dati a ExpoSanità sono stati premiati i sei vincitori del Premio Innovazione Ict in Sanità alle strutture che si sono distinte per le migliori e più funzionali applicazioni tecnologiche in sei ambiti applicativi: dematerializzazione dei documenti e revisione dei processi in Sanità (Asl Padova); continuità assistenziale e medicina sul territorio (Asl Vicenza); miglior servizio ai cittadini (Ospedale Galliera, Genova); integrazione dei processi ospedalieri (Istituto Nazionale Tumori, Milano); integrazione delle informazioni cliniche del paziente sul territorio (Asl 1 Piacenza), interoperabilità dei sistemi informativi ospedalieri (Fondazione San Raffaele, Milano).

27 Maggio 2010