Finanziaria: "Per la PA cinque miliardi di risparmi con l'e-procurement"

POLIMI

Polimi: l'approvvigionamento elettronico consentirebbe di coprire il 40% della manovra di stabilità. "Una strada concreta verso il taglio dei costi pubblici"

di Federica Meta
5 miliardi di euro. Tanto risparmierebbe – secondo una ricerca dell’Osservatorio sull’e-procurement nella PA italiana della School of Management del Politecnico di Milano – nel caso l’amministrazione italiana adottasse soluzioni di e-procurement (incluse quelle a supporto dei pagamenti tra PA e imprese), praticamente poco meno del 40% dell’ammontare complessivo previsto nella prossima “legge di stabilità” (13,5 miliardi di euro sui prossimi 3 anni).

Nel 2009 il volume di acquisti gestito attraverso tali applicazioni è stato di 5 miliardi e 96 milioni; cifra, questa destinata a salire a quota 6 miliardi di euro nel 2010. “Nonostante il valore assoluto sia consistente – spiegano gli esperti dell’Osservatorio - il peso di questi volumi sul totale acquisti della PA italiana è ancora abbastanza limitato, pari a circa il 3%”.

Guardando alle diverse tipologie di strumenti che di e-procurement, la ricerca evidenzia che sono le “Gare e le Aste elettroniche” ad intercettare la percentuale di transato più rilevante (70%), con un volume di negoziato di oltre 3,5 miliardi (1 miliardo in più rispetto al dato 2008).

I “Negozi online a supporto delle Convenzioni” cubano complessivamente circa 1,3 miliardi (il doppio, +107%, rispetto al 2008), mentre attraverso i “Mercati Elettronici” e i “Cataloghi online dei fornitori” sono gestiti circa 250 milioni di € (+31% rispetto al 2008). Nel 2009 sono state effettuate 4mila gare o aste elettroniche, +35% rispetto al 2008 e altre 100mila transazioni di importo relativamente ridotto.

“I temi della modernizzazione, dell’efficienza, del recupero di produttività, della trasparenza e del controllo della spesa della Pubblica amministrazione – spiega Andrea Rangone, coordinatore Osservatori Ict & Management del Politecnico di Milano – sono, ormai da diversi anni, al centro del dibattito politico ed economico del nostro Paese, anche grazie alla notevole enfasi posta su essi dall’attuale ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. In questo dibattito pensiamo trovi ancora troppo poco spazio il tema dell’eProcurement, che rappresenta invece una strada concreta – e già avviata da diversi anni – verso la l’innovazione e la riduzione di costi della nostra PA. L’e-procurement, infatti, pur avendo un impatto solo su alcuni specifici processi della PA, è in grado di portare benefici enormi potendo influenzare la spesa complessiva fatta dalle amministrazioni pubbliche, che vale quasi 200 miliardi di euro, più del costo complessivo di tutti i 3,5 milioni di dipendenti pubblici (pari a 150 miliardi di euro).”


Dei circa 11mila enti che costituiscono la nostra PA, possiamo dire che circa il 50% ha utilizzato almeno una volta uno strumento di eProcurement. In realtà quasi 2 su 3 si è limitato a fare qualche acquisto sperimentale sui Mercati Elettronici, senza un reale commitment e, soprattutto, un reale piano di utilizzo serio di questi strumenti. Guardando solo agli enti che dimostrano un qualche utilizzo regolare dell’e-procurement (circa 2.000), la maggior parte si limita ad utilizzare essenzialmente i Mercati Elettronici e/o i Negozi online a supporto delle Convenzioni. Sono, infatti, ancora solo poche centinaia gli enti che utilizzano in modo sapiente tutti gli strumenti dell’e-procurement, affiancando ai Mercati Elettronici e ai Negozi elettronici, anche il ricorso a Cataloghi online e alle Gare/Aste elettroniche. In particolare, proprio attraverso le Gare e le Aste online sono negoziati i volumi di acquistato più rilevanti e sono gestite le procedure più “complesse”, per alcuni acquisti soprasoglia o di lavori pubblici.

“I benefici degli strumenti di eProcurement per la PA italiana – puntualizza Paolo Catti, responsabile della Ricerca dell’Osservatorio e-procurement nella PA del Politecnico di Milano – sono particolarmente significativi. Le Gare e le Aste elettroniche consentono di ottenere importanti risparmi sul prezzo di acquisto (tra il10% e il 15%), e di incrementare l’efficienza del processo, riducendo del 30% - 40% i tempi legati alle attività di espletamento delle procedure di gara; inoltre aumentano l’efficacia del processo di negoziazione, con incremento della trasparenza e riduzioni dei contenziosi. I Mercati Elettronici consentono di ottenere una riduzione dei prezzi di acquisto (attraverso le RdO) e di effettuare con più efficienza piccoli acquisti (i tradizionali affidamenti diretti, cottimi fiduciari e trattative private multiple), riducendo di una quantità variabile tra il 30% e il 60% (con picchi superiori all’80%) il tempo necessario per gestire l’acquisto; inoltre rappresentano per la PA anche un utile strumento di benchmark. I Negozi online per l’accesso alle Convenzioni, infine, riducono ulteriormente il carico di lavoro degli Ufficio Acquisti per emettere ordini legati a Convenzioni prenegoziate da una Centrale".

15 Novembre 2010