La Ue sponsor dell'e-gov: "Entro il 2015 servizi digitali per la metà dei cittadini"

INNOVAZIONE

Bruxelles battezza il piano d'azione in 40 mosse per la PA a sostegno degli Stati membri: carta d'identità elettronica e sistemi di open government tra i punti salienti

di Federica Meta
La Commissione europea “sponsor” della PA digitale. Bruxelles ha elaborato un programma per collaborare con le autorità pubbliche degli Stati membri al fine di ampliare e perfezionare i servizi che queste offrono via internet.
Nel dettaglio il nuovo piano d'azione per l'e-government prevede quaranta punti specifici da realizzare nell'arco dei prossimi cinque anni per consentire a cittadini e imprese di utilizzare servizi online per registrare una società, iscriversi ed accedere alla previdenza sociale e all'assistenza sanitaria, iscriversi all'università o partecipare a gare d'appalto per la fornitura di beni e servizi alle pubbliche amministrazioni.

“Promuovere l'e-government – si legge nella nota diffusa dalla Commissione - può aiutare a migliorare la competitività dell'Europa e consentire alle autorità pubbliche di offrire servizi migliori e vantaggiosi in tempi di ristrettezze finanziarie. Per questi motivi, il piano d'azione è una parte fondamentale dell'agenda digitale europea, che mira ad aumentare l'uso dei servizi di e-government da parte dei cittadini del 50% e da parte delle imprese dell'80% entro il 2015. Il nuovo piano d'azione si basa sull'esperienza accumulata con il piano d'azione sull'e-government del 2006”
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Secondo Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione responsabile dell'agenda digitale “questo piano d'azione e-government aiuterà le autorità pubbliche a utilizzare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione per offrire servizi migliori a costi ridotti, semplificando la vita a cittadini e imprese in termini di accesso ai servizi pubblici."

In questo ambito, l'agenda digitale si propone di: incrementare fino al 50% l'uso dei servizi e-government da parte dei cittadini dell'Ue e fino all'80% da parte delle imprese dell'Ue entro il 2015; garantire che diversi servizi pubblici fondamentali vengano resi disponibili on line, in modo che gli imprenditori possano avviare e dirigere un'azienda ovunque si trovino nell'Ue, indipendentemente dal luogo d'origine, e in modo che i cittadini possano studiare, lavorare, vivere e andare in pensione più facilmente in qualunque paese dell'Ue si trovino.

Il piano d'azione è volto a rendere i servizi efficienti negli altri Stati membri quanto lo sono nel paese d'origine, nonché ad aprire la strada per consentire agli utilizzatori di "configurare" attivamente i servizi pubblici on-line che meglio rispondono alle loro esigenze.
Centrale il ruolo della PA nazionali mentre a Bruxelles toccherà migliorare le condizioni per lo sviluppo di servizi di e-government transfrontalieri. “A tal proposito – fanno sapere dalla Commissione - occorre stabilire dei prerequisiti, ad esempio per quanto riguarda interoperabilità, firma elettronica (e-Signature) e identificazione elettronica (e-Identification)”.

Le misure del piano d'azione rientrano in quattro categorie: responsabilizzazione degli utilizzatori; mercato interno; efficienza ed efficacia delle pubbliche amministrazioni; attuazione dei prerequisiti per lo sviluppo di soluzioni di e-government

Tra le azioni concrete da mettere in campo spiccano l’applicazione della registrazione sicura dei dati "una tantum" presso le pubbliche amministrazioni (per evitare di dover fornire le stesse informazioni più volte a diversi organi dell'amministrazione); lo sviluppo a livello Ue di carte d'identità elettroniche nazionali ("eID") per agevolare le procedure transfrontaliere, ad esempio avviare una società all'estero, trasferirsi o lavorare all'estero, sbrigare le pratiche burocratiche online se si va in pensione in un altro paese o iscriversi ad una scuola o università estera; la visualizzazione in tempo reale dello stato delle operazioni di cittadini e imprese con la pubblica amministrazione grazie ad una maggiore trasparenza e apertura; la personalizzazione dei servizi per rispondere adeguatamente alle esigenze degli utilizzatori, ad esempio erogazione di documenti e informazioni in formato elettronico in modo rapido e sicuro; la messa a disposizione dei dati per il riutilizzo da parte di terzi per sviluppare nuovi servizi pubblici e applicazioni, ad esempio mappe per sistemi di navigazione o applicazioni per l'informazione turistica.

15 Dicembre 2010