Il made in Italy "brillerà" con Vega

SPAZIO

Il lancio del razzo è fissato a gennaio 2012. Pensato e progettato in Italia servirà a mettere in orbita satelliti di piccole dimensioni

di Roberto Giovannini
Ci siamo: è quasi pronto al lancio anche il “nostro” Vega. È il nome della stella, certo, ma anche la sigla del Vettore Europeo di Generazione Avanzata, il “piccolo” razzo per satelliti fino a una tonnellata e mezza pensato e progettato in Italia, convertito in un programma europeo gestito dall’Esa, l’Agenzia spaziale europea, e il cui utilizzo sarà seguito dalla società Arianespace a partire dalla base spaziale di Kourou in Guyana francese.
Vega è un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni fino a 1.500 chilogrammi, ideato per missioni che prevedono il lancio di uno o più satelliti, ma anche per l’immissione del carico in un’orbita circolare in sincronia con il Sole a una quota di 700 km.

Insomma, la soluzione ideale per le missioni di ricerca, perché Vega con la sua capacità di lancio multiplo può mettere in orbita con un unico volo oltre a un carico principale anche altri piccoli satelliti scientifici “minori”, ed è in grado di modificare l’inclinazione dell’orbita, passando da quella polare a quella equatoriale. Vega completa la gamma europea dei lanciatori per dimensioni e prezzo di lancio (30 milioni di euro): mentre l’Ariane 5 è destinata a satelliti fino a 10 tonnellate (con costi di 100 milioni), le Soyuz sono previste per la fascia di mezzo (con “tariffe” di 60 milioni) ovvero carichi fino a 3 tonnellate. Si tratta di un mercato particolarmente interessante, finora dominato dagli americani e dai russi, e in cui si stanno affacciando anche altri potenziali concorrenti. Vega cercherà di inserirsi in questa torta. Il razzo è costituito da tre stadi a propulsione solida (P80, Zefiro 23 e Zefiro 9), ai quali è affidato il compito di vincere la forza di gravità per raggiungere la quota desiderata, e uno stadio addizionale a propulsione liquida (Avum) che controlla l’assetto del lanciatore, la sua traiettoria, il rilascio del satellite e il rientro nell’atmosfera dell’ultimo stadio.

L’Italia partecipa con un ruolo di primo piano al progetto Vega. Lo sviluppo del lanciatore è stato curato da Elv, una società per azioni partecipata al 70% dal gruppo Avio e al 30% dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). L’idea di Vega nasce 16 anni fa sui tavoli di progettazione dei tecnici dell’Avio a Colleferro, vicino a Roma, che già costruiva in serie i booster a combustibile solido dei vettori della serie Ariane 4, prima di passare a realizzare quelli ancor più grandi che lanciano in orbita Ariane 5. “L’arrivo di Vega sul mercato spaziale è da tempo un obiettivo dell’Italia”, commenta Enrico Saggese, presidente dell’Asi. “Siamo stati il terzo Paese, dopo Russia e Usa, a effettuare dal 1964 lanci di satelliti in orbita - aggiunge Saggese- e anche i successi di quegli anni hanno stimolato l’industria nazionale a realizzare, con il supporto fondamentale dell’Agenzia spaziale italiana, un proprio lanciatore per le future missioni scientifiche o applicative nelle orbite basse”.

Il primo lancio dalla rampa costruita appositamente nel centro di Kourou, con la partecipazione decisiva di un’altra società italiana, la Vitrociset, avverrà alla fine di gennaio del 2012. A bordo del vettore partirà la sonda Lares (LAser Relativity Satellite) dell’Agenzia spaziale italiana, un satellite il cui compito è indagare il campo della fisica gravitazionale. In lista d’attesa però ci sono altre importanti missioni: c’è Proba V, piccolo satellite Esa incaricato di osservare l’ambiente; IXV, l’Intermediate eXperimental Vehicle creato da Esa e da Thales Alenia Space che sperimenterà le tecniche di rientro nell’atmosfera; Lisa Pathfinder, che studierà le onde gravitazionali originate dai fenomeni stellari.

È prevista poi la realizzazione di altri quattro lanciatori di questa tipologia nell’ambito di un contratto recentemente sottoscritto da Esa, Arianespace ed Elv.

15 Novembre 2011