Apple iCloud: andranno in tilt le reti mobili?

L'ANALISI

I nuovi servizi virtualizzati passeranno su reti wi-fi, ma gli analisti indagano l'impatto in caso di assenza di hotspot. Ci saranno inevitabili ripercussioni e gli operatori dovranno pensare seriamente a tecniche di wi-fi offloading

di Patrizia Licata
L’iCloud di Apple non smette di far parlare. Gli analisti si interrogano sulle ripercussioni per il mercato telecom della nuova piattaforma di servizi di Steve Jobs: applicazioni mobili, documenti, foto, musica dell’utente saranno conservati nella nuvola e disponibili su tutti i device con sistema iOS, ma questo avrà un impatto sulle reti mobili? Secondo gli analisti probabilmente no perché la maggior parte del traffico dati dell’iCloud andrà sulle reti wi-fi, ma resta il dubbio di che cosa possa accadere in assenza di hotspot vicini.

Il servizio iCloud Backup di Apple farà, appunto, una copia dei contenuti, come foto e apps, quotidianamente su wi-fi. Quando gli utenti modificano un documento su uno qualunque dei device Apple, automaticamente iCloud trasferirà i cambiamenti a tutti gli altri device iOS. Gli utenti avranno a disposizione 5 GB di memoria per i documenti e potranno comprare capacità di storage aggiuntiva se ne hanno bisogno (Apple non ha ancora specificato il prezzo di questo servizio). In più, Apple Photo Stream caricherà automaticamente le foto che l’utente scatta o importa su uno qualunque dei suoi device e le trasferirà in modalità wireless a tutti gli altri device iOS nonché ai computer dell’utente.

Apple non ha commentato per ora sugli aspetti di rete di iCloud al di là di quanto dichiarato nel comunicato stampa, ovvero che i servizi iCloud Backup e Photo Stream useranno il wi-fi. Secondo l’analista di Ccs Insight John Jackson, Apple probabilmente ritiene che i suoi utenti abbiano accesso a reti wi-fi con sufficiente regolarità, tale da rendere il servizio generalmente accessibile.

Ma che cosa succede se un utente non ha accesso a un hotspot wi-fi? Il traffico verrà dirottato verso le reti mobili? O la nuvola metterà l’upload in attesa finché l’utente arriva nel raggio di copertura di un punto di accesso wi-fi? Qui è il dubbio sollevato da alcuni analisti cui Apple non ha per ora dato risposta. Ma secondo Roger Entner di Recon Analytics, se l’iCloud 1.0 non prevede di caricare i dati sul cloud passando per le reti mobili in assenza di hotspot wi-fi, “ci penserà iCloud 2.0, e le masse torneranno a adorare Steve Jobs". Fino ad allora, c’è il rischio che gli utenti "girino come nomadi nel deserto in cerca di un’oasi wi-fi”, anche se la maggior parte delle persone "probabilmente farà la sincronizzazione dei dati nel cloud a casa o quando avrà a disposizione il wi-fi: non è veramente necessario sincronizzare tutti i propri device iOS in ogni momento e in tempo reale. Si può fare in alcuni siti specifici”.

Apple presumibilmente troverà una facile soluzione al problema, secondo Michael Gartenberg, analista di Gartner: attualmente, iOS 4.3.3, la più recente versione software per l’At&t iPhone 4, permette agli utenti di scegliere il trasferimento dei contenuti, come film, apps e libri, sulle reti mobili laddove il wi-fi non è disponibile e Gartenberg pensa che Apple potrebbe inserire questa funzione anche su iCloud e iOS 5.

E’ possibile, in teoria, un sovraffollamento sulle reti mobili, ma Gartenberg pensa che il rischio sia minimo, perché Apple già esige che alcuni files o apps particolarmente pesanti siano scaricati solo usando reti wi-fi e non cellulari. “Per chi ha piani tariffari illimitati iCloud potrebbe incrementare l’uso dei dati e il passaggio su reti mobili, ma penso che alla fine il traffico sarà ben suddiviso tra reti cellulari e wi-fi”, afferma l’analista di Gartner.

Sarà fondamentale piuttosto, da parte dei carrier, decidere quanto traffico vogliono trasferire sul wi-fi e quanto può restare sulla rete macro, sottolinea Entner. Per esempio At&t, che ha una estesa rete wi-fi con oltre 24.000 hotspot in tutti gli Stati Uniti, cercherà di spingere la maggior parte dei dati su questa rete. Anche Verizon ha dichiarato di voler usare tecniche di wi-fi offloading per gestire l’incremento del traffico dati sulle sue reti Ev-do ed Lte ed è questa la direzione da prendere secondo Entner.

09 Giugno 2011