Banda larga, Calabrò: "Italia rischia serie B. Ngn: più risorse pubbliche

RELAZIONE ANNUALE AGCOM

Presentata questa mattina la Relazione annuale Agcom: nonostante la spinta della connettività mobile la penetrazione della banda larga resta al di sotto del 50% a fronte di una media Ue del 61%. Attacco alla Ue sulle Ngn: "Quadro regolatorio troppo restrittivo. Serve intervento pubblico anche nelle aree non a fallimento di mercato". Richiamo agli Ott: "Non pagano un pedaggio adeguato"

di Giampiero Rossi
Un’Italia a due velocità. Che nonostante la “corsa” del mobile non ce la fa però a colmare il digital gap, in particolare quello sul fronte broadband, che ci vede ancora molto indietro in Europa. Questa la fotografia scattata nell’ambito della Relazione annuale dell’Agcom (alla fine del testo si può scaricare la relazione completa), presentata questa mattina dal presidente Corrado Calabrò in Parlamento (cliccare qui per scaricare l'intervento del presidente Calabrò)

“Sono circa 12 milioni gli italiani che navigano in rete dal telefonino – sottolinea Calabrò -. Il mobile si propone sempre più come un centro di informazione globale a portata di mano, dovunque. Nella rete fissa, invece la situazione è più stagnante, sebbene oltre 5 milioni di linee siano attive in unblundling e nonostante il miglioramento della qualità della rete”. Stando ai dati Agcom la penetrazione del 22% della banda larga fissa ha sì migliorato il dato 2010 – 20,6% - ma la media Ue è del 26,6%, dunque siamo sotto la media continentale.

La percentuale di abitazioni connesse alla banda larga – calcolando connessioni fisse e mobili – è inferiore al 50%, mentre la media Ue si attesta al 61%. “Esiste ancora un 4% di digital divide da colmare, cui si aggiunge circa il 18% della popolazione servita da Adsl sotto i 2 Mb al secondo – sottolinea Calabrò -. Siamo sull’orlo della retrocessione in serie B. Ciò potrebbe precludere all’Italia la possibilità di estendere il servizio universale alla banda larga”.

Calabrò segnala fra l'altro che "l'Italia ha due primati negativi: agli ultimi posti del ranking dei Paesi europei sul fronte dell'accesso a Internet, e ai primi posti a livello mondiale per la pirateria. Sono dati che fanno riflettere perché nei Paesi dove la banda larga è più sviluppata, come l'Olanda, la Germania e il Regno Unito, si assiste - sorprendentemente - al decremento della pirateria online. La maggiore penetrazione della banda larga, quindi riduce l'impatto della pirateria e non il contrario, rendendo possibile e conveniente un'offerta legale competitiva. Questa è la nostra priorità".

RETI NGN
Sul fronte nuove reti ultrabroadband “il Governo, al Tavolo Romani, sta cercando con tenace impegno di convincere i maggiori operatori di Tlc a investire insieme”, dice Calabrò ricordando che ciò è possibile grazie al Trattato Ue, in deroga alla libera concorrenza, nel caso in cui si contribuisce a migliorare la produzione o la distribuzione di prodotti o a promuovere il progresso tecnologico o economico della società.
Determinante il ruolo della Cassa depositi e prestiti “che potrà dare un contributo importante nel fare dell’Italia un Paese informatizzato”.

In tema di regole Calabrò rimanda alla proposta ora in fase di consultazione che rappresenta “una combinazione di rimedi attivi e passivi con un approccio innovativo che pone l’Italia nel solco delle best practice europee. Il quadro regolatorio europeo per gli interventi pubblici negli investimenti per le Ngn è troppo costrittivo – puntualizza però il presidente di Agcom -: non si può limitare l’intervento pubblico alle sole aree a fallimento di mercato. Può darsi che a breve si abbiano novità da parte della Commissione europea”. Secondo Calabrò “quello dell’apertura della rete è un requisito indispendabile per il rispetto delle vigenti regole comunitarie sugli aiuti di Stato. Nel rispetto delle regole la partecipazione delle amministrazioni pubbliche è possibile e in concreto necessaria“.

Ancora: "Non possiamo incorrere nel paradosso di avere sistemi intelligenti ma non avere una rete di reti che li interconnetta e ne diffonda sistematicamente l'utilità. Il tema dello sviluppo delle reti è dunque la cornice imprescindibile in cui inquadrare tutti i tasselli del puzzle e promuovere la sostenibilità dell'ecosistema digitale".

Sull'importanza della banda larga è intervenuto anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. "E' sempre più urgente la definizione di un'univoca scelta di politica industriale sul tema dell'infrastrutturazione tecnologica del Paese con una rete fissa a banda larga ed ultralarga che risponda, per estensione, alla domanda crescente di connettività e di servizi che il mondo delle imprese, della pubblica amministrazione e i cittadini nel loro complesso richiedono".
Secondo Fini "è condivisibile l'approccio teorico più volte enunciato dal Presidente Calabrò sul cosiddetto progetto di 'fiber nation', ossia su un disegno ed una strategia organica per la rete fissa di nuova generazione che eviti il rischio della moltiplicazione di iniziative locali in assenza di un preciso piano nazionale. Non servono - ha sottolineato - costose duplicazioni di infrastrutture civili, mentre occorre ricercare un equo contemperamento tra il riconoscimento di un adeguato premio di rischio per il capitale impiegato da parte del soggetto che assumerà gli oneri di investimento maggiori nella costruzione della rete di nuova generazione e la garanzia di regole ed assetti concorrenziali idonei ad assicurare il corretto equilibrio tra l'operatore proprietario dell'infrastruttura e gli altri operatori".
"Sono sfide di grande complessità - ha aggiunto Fini - dal cui esito dipenderanno in larga misura la tenuta economica del Paese, la sua capacità di competere a livello globale".

OVER THE TOP & NET NEUTRALITY
"Il problema - evidenzia Calabrò - è complicato dal fatto che motori di ricerca, over the top, non sono vincolati ad investimenti in infrastrutture. I nuovi soggetti sviluppano servizi ad alto margine e non pagano agli operatori di tlc un pedaggio proporzionato al valore che estraggono dalla rete, proprio nel momento in cui gli operatori avrebbero maggior bisogno di risorse per investire nelle reti di nuova generazione".

Secondo il presidente di Agcom nel dibattito in corso sulla Net neutrality "è essenziale trovare una soluzione che salvaguardi l'interesse all'investimento nella rete non sbilanciando troppo il baricentro economico a favore degli Over the top. Il primo passo è la ricerca di accordi tra le parti anche sul livello di servizio, con la trasparenza necessaria per garantire i diritti degli utenti. In difetto il problema passerà sulle spalle del legislatore e del regolatore". Calabrò richiama comunque gli operatori di Tlc a investire: "Senza reti non c'è traffico e si rischia di accorgersi troppo tardi di essere finiti in un vicolo cieco"



MERCATO IT & TLC
Versa in cattive acque anche il mercato IT: “Le pmi stentano ad acquisire maturità nell’utilizzo delle soluzioni informatiche. In Italia il mrecato IT ancora non riesce a invertire la rotta come invece accade in tutta Europa, e questo è un dato preoccupante”.

Secondo Calabrò “c’è scarsa consapevolezza delle potenzialità delle tecnologie della società dell’informazione: il che relega queste ultime a uno dei tranti strumenti di sviluppo economico, mentre esse possono invece dare una spallata a un sistema imballato. Il settore delle Tlc è la chiave di volta della rivoluzione digitale che abilitando l’innovazione può cambiare radicalmente i paradigmi dell’economia e della società”.

Secondo Calabrò in Italia non si investe abbastanza: il contributo delle tlc al Pil si attesta al 2,73%, in calo rispetto al 2,88 del 2009.

PREZZI
Nell’ultimo anno inoltre i prezzi del settore sono diminuiti del 5,4%, proseguendo una dinamica che porta a quasi 65 punti, dal 1997, la forbice tra l’indice di tali prezzi, diminuito quasi del 33% e l’indice nazionale dei prezzi e servizi, cresciuto di oltre il 31%. “Nessun altro Paese europeo è così virtuoso – puntualizza Calabrò -. E il percorso di discesa delle tariffe di terminazione sulle reti mobili – elaborato sulla base del modello europeo – porterà a ulteriori sensibili riduzioni nel prossimo triennio”.

LA RELAZIONE AGCOM
Indice
Parte 1
Parte 2
Parte 3
Parte 4
Sintesi

14 Giugno 2011